Trans presa a manganellate a Milano, gli agenti: “Minacciati di morte”

Trans presa a manganellate a Milano, gli agenti: “Minacciati di morte”

Trans presa a manganellate a Milano, gli agenti: “Minacciati di morte”


Nuovi dettagli sulla vicenda che ha creato grande polemica nella giornata di ieri, oggi i poliziotti saranno ascoltati dal pubblico ministero

Continua far discutere quanto successo nella mattina di ieri, quando una donna transgender di origini brasiliane è stata aggredita e presa a manganellate dalla polizia locale di Milano durante un arresto. L’aggressione è stata ripresa da un ragazzo con il proprio smartphone, rendendo pubblico il fatto. Al momento è in corso un’indagine interna al dipartimento della polizia del Comando 2 di Milano, di cui fanno parte gli autori del pestaggio.


La dinamica dell’aggressione

Secondo l’ultima ricostruzione la polizia sarebbe intervenuta in via Giocosa per la segnalazione di alcuni cittadini che ritenevano che la trans stesse urlando e disturbando i passanti. In seguito alla chiamata è stata inviata un’ambulanza per prelevare la donna, che però opponeva resistenza e, all’altezza di via Castelbarco, sarebbe riuscita a scappare dal veicolo. In quel momento la donna è stata colpita con uno spray al peperoncino e presa a colpi di manganello dalla polizia in maniera, a detta dei presenti, “sicuramente eccessiva rispetto alla resistenza che stava facendo la vittima”.


La replica dei poliziotti

Secondo quanto emerso, ad agire dopo la segnalazione sarebbero stati un sovraintendente, con un assistente e due agenti. Nella relazione trasmessa al Comando 2 in procura si legge che la trans, con precedenti specifici che risalgono al 2010, una volta fermata e fatta salire a bordo della vettura della locale ha cominciato ad aggredire gli agenti.

A detta dei carabinieri, la ragazza, avrebbe iniziato a mordersi la mano fino a farla sanguinare per poi “sputare minacciando di avere l’Aids”. Successivamente avrebbe tentato di farsi del male con dei fermagli metallici e, all'altezza di via Castelbarco, avrebbe finto il malessere. Dopo aver preso a calci gli agenti ha tentato la fuga, ferendo uno di loro per poi venire immobilizzata a terra.

Dal rapporto della polizia risulterebbe anche una frase intimidatoria rivolta dalla ragazza transgender ai poliziotti: “Voi due non arrivate vivi a stasera, io sono pazza”, mentre si mordeva le mani e sputava sangue in direzione degli agenti.


L’indagine in corso

È stata aperta un’indagine tempestivamente, affidata al pm Tiziana Siciliano, con immediata sospensione per i quattro agenti della polizia locale protagonisti di questa storia. I poliziotti saranno quindi ascoltati oggi dal magistrato, con i sindacati che alzano il muro in difesa delle autorità: “Sono già stati condannati ed è una vergogna”.



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