Tre giorni all'obbligo del green pass per lavorare, si rischia il caos per i tamponi da effettuare su chi non ricorrerà alla vaccinazione

12 ottobre 2021, ore 12:24

Sono oltre 5 milioni i lavoratori che ancora non si sono sottoposti alla vaccinazione contro il covid e che dovranno sottoporsi ai tamponi ogni due giorni. Si rischia il caos con milioni di test da processare ogni settimana. Intanto il governo lavora al Dpcm con le linee guida sui controlli che dovranno essere effettuati dai datori di lavoro, pubblici e privati.

A tre giorni dall’entrata in vigore dell’obbligo di Green Pass nei luoghi di lavoro, si rischia il caos su controlli delle persone che ogni due giorni dovranno sottoporsi ai tamponi. Secondo le rilevazioni della fondazione Gimbe, sono oltre 5 milioni i lavoratori che ancora non si sono vaccinati e dal 15 ottobre dovranno dimostrare di essere negativi al covid. Escluso che tutti possano immunizzarsi per quella data, ogni settimana saranno decine di milioni i test da elaborare, con notevoli problemi per tutto il sistema. “Se questi 4-5 milioni di lavoratori non si vaccineranno in questa settimana – ha spiegato ieri il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta - bisognerebbe fare 12-15 milioni di tamponi a settimana e questo non sarebbe proprio fattibile perché non abbiamo questa capacita”. I medici di famiglia non sembrano voler alleggerire le procedure.” Non abbiamo difficoltà a fare il tampone in ambulatorio, perché sono nel nostro contratto, ma è giusto farlo al paziente che ha sintomi, per capire se ha il Covid o l'influenza, o al paziente che e' stato a contatto con un positivo. Non fare un tampone per dare un green pass a una persona che non si vaccina, per motivi che alla base non hanno nulla di scientifico", ha dichiarato Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale.

Tamponi validi oltre le 48 ore?

Una soluzione potrebbe essere quella di allungare i tempi di validità dei tamponi anticovid da 48 a 72 ore, ma secondo gli esperti questo potrebbe esporre al rischio di non rilevare i positivi. “ Si rischia di far diventare questo strumento inutile – ha dichiarato oggi Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova - Si deciderà magari che va bene un tampone una volta alla settimana. Come al solito abbiamo fatto il Green pass all'italiana, mentre andava fatto alla francese: lo ottieni se ti vaccini, se hai fatto la malattia o se hai problematiche vere. Così davvero non ha nessun senso, continuare sarà solo un disastro perché non sappiamo fare 10-12 milioni di tamponi a settimana. Il sistema rischia di andare in crisi, il Green pass va rivisto perché così è fatto male".

Il dpcm

Nei prossimi giorni il governo dovrà anche sciogliere il nodo relativo ai controlli del Green pass che, nel settore pubblico come in quello privato, dovranno essere effettuati ogni giorno. L’esecutivo lavora a un Dpcm che chiarirà le linee guida a cui dovranno rifarsi i datori di lavoro, forse ricorrendo alle indicazioni emerse nel confronto con le Regioni. Sulla falsa riga di quanto avvenuto per la scuola, dovrebbe essere predisposta una app per la lettura rapida dei Qr code. Secondo una prima bozza del provvedimento diffusa nelle ultime ore, le verifiche dovrebbero essere effettuate, anche a campione, tutti i giorni all’inizio dell’orario di lavoro . In ogni caso da parte delle aziende non ci sarà la possibilità di conservare i dati sanitari dei dipendenti. La certificazione verde, sempre secondo la bozza, sarà valida anche per i vaccini che i lavoratori abbiano effettuato all’estero


Tre giorni all'obbligo del green pass per lavorare, si rischia il caos per i tamponi da effettuare su chi non ricorrerà alla vaccinazione
Tags: Dpcm, Tamponi, vaccini

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