Ucraina, il ministro della Difesa Crosetto: “Difendere Kiev non è bellicismo. Senza armi, più vittime civili”

Ucraina, il ministro della Difesa Crosetto: “Difendere Kiev non è bellicismo. Senza armi, più vittime civili”

Ucraina, il ministro della Difesa Crosetto: “Difendere Kiev non è bellicismo. Senza armi, più vittime civili” Photo Credit: AnsaFoto.it/Maurizio Brambatti


Fa discutere la quasi assenza alla Camera della Lega: solo una ventina di deputati e nessun ministro sui banchi del governo. E due deputati leghisti votano contro la risoluzione di maggioranza, passata con 186 sì. Ben 6 i documenti del centrosinistra

Sostenere l’Ucraina non significa scegliere la guerra, ma impedire una catastrofe umanitaria ancora più grave. È il messaggio centrale ribadito dal ministro della Difesa Guido Crosetto nel suo intervento alla Camera dei deputati durante il dibattito sulla proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari a Kiev.

Le accuse

Crosetto ha respinto con fermezza le accuse di “guerrafondaismo”, sottolineando come l’Italia non abbia mai considerato l’invio di armi una soluzione al conflitto, né abbia mai sostenuto che l’Ucraina possa vincere la guerra sul piano militare. “Aiutare una nazione a difendersi non è una scelta bellicista”, ha dichiarato, ribadendo che la diplomazia resta l’unico sbocco possibile, ma che senza una capacità difensiva adeguata non può esistere una pace giusta e duratura.

La guerra

Nel corso dell’informativa parlamentare, il ministro ha usato toni durissimi per descrivere la realtà quotidiana della guerra. “Non esistono armi buone o cattive in sé – ha spiegato Crosetto – ma armi che possono impedire ad altre armi di colpire ospedali, scuole, centrali elettriche e palazzi civili”. Lo spirito dell’aiuto italiano, ha aggiunto, è stato fin dall’inizio quello di proteggere la popolazione ucraina, non di alimentare il conflitto. “Se avessi avuto la possibilità di dare all’Ucraina tutti i mezzi perfermare le bombe, lo avrei fatto senza sentirmi in colpa”, ha affermato il ministro, ricordando che anche nella notte precedente all’intervento missili e droni russi hanno continuato a colpire Kiev e altre città. Da qui una frase diventata emblematica del suo discorso: “Ogni missile intercettato è una vita salvata”.

Il M5S

E Crosetto ha risposto direttamente alle critiche del deputato M5S Marco Pellegrini, ricordando che il decreto in discussione ricalca esattamente quelli approvati nei governi precedenti, incluso quello varato sotto l’esecutivo Draghi, sostenuto anche da forze oggi all’opposizione. “È una fotocopia”, ha osservato il ministro, respingendo l’idea che l’attuale governo abbia introdotto una svolta militarista. “Abbiamo aiutato l’Ucraina perché sopravvivesse e non venisse schiacciata”, ha aggiunto, sottolineando che nessun intervento sarebbe stato necessario se le truppe russe non avessero oltrepassato il confine nel febbraio 2022.

Le risoluzioni

Alla Camera erano state presentate sette risoluzioni: una unitaria della maggioranza e sei delle opposizioni (Pd, M5S, Avs, Azione, Italia Viva e Più Europa). L’Aula ha approvato la risoluzione della maggioranza con 186 voti favorevoli, 49 contrari e 81 astenuti, dando il via libera anche ad alcuni impegni contenuti nei testi di Pd, Azione, Iv e +Eu. Respinte invece le risoluzioni di M5S e Avs.

La Lega

Ha fatto discutere l’assenza della Lega in Aula, con la presenza di solo una ventina di deputati e nessun ministro del Carroccio sui banchi del governo. A fianco di Crosetto erano presenti, tra gli altri, Antonio Tajani, Carlo Nordio, Luca Ciriani e Tommaso Foti. Il deputato leghista Stefano Candiani ha comunque ridimensionato le polemiche: “Abbiamo sempre dato supporto e continueremo a farlo, aiutando il tavolo delle trattative”.

La pace

Secondo Crosetto, sospendere ora gli aiuti all’Ucraina non accelererebbe la fine della guerra, ma rischierebbe di produrre una pace apparente, fragile e fondata sull’ingiustizia. “Un arretramento del supporto internazionale non porterebbe alla pace favorirebbe al contrario una nuova escalation dell’aggressione”. L’Ucraina, ha chiarito il ministro, non chiede armi per attaccare o vincere, ma per difendere il proprio territorio e la propria popolazione. Senza una capacità difensiva minima, qualsiasi negoziato sarebbe sbilanciato e destinato a fallire.

Gaza

Il quadro delineato dal ministro della Difesa è drammatico. L’Ucraina affronta un’emergenza umanitaria che Crosetto ha definito paragonabile, per intensità, a quella di Gaza, da oltre 1.421 giorni di guerra. “Ogni giorno vengono colpite scuole, ospedali, infrastrutture energetiche e reti idriche”, ha ricordato, invitando a immedesimarsi in chi vive inermi uno degli inverni più rigidi d’Europa senza energia. Secondo i dati citati dal ministro, le vittime sono ormai numeri da Prima guerra mondiale: oltre 700.000 morti ucraini e più di 1.200.000 russi, con migliaia di caduti anche nelle ultime settimane.

Russia

Sul fronte diplomatico, Crosetto ha espresso forte scetticismo sulla reale disponibilità russa a un accordo. “Mosca non ha mai interrotto bombardamenti e combattimenti, nemmeno per un giorno. Persino Hamas ha accettato tregue temporanee, mentre la Russia continua senza pause né gesti concreti”. Per il ministro, la guerra è diventata per il Cremlino un elemento di legittimazione interna, mentre per gli ucraini è una questione di identità e sopravvivenza. “L’unico realmente disponibile a discutere finora è stato l’Ucraina”, ha concluso, accusando Mosca di usare il negoziato solo per guadagnare tempo e consolidare i territori occupati, senza accettare nemmeno ipotesi di congelamento del fronte sul modello coreano o cipriota.

 


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