A Bergamo arriva "sVALVoLATI", un viaggio nella chirurgia del cuore

A Bergamo arriva "sVALVoLATI", un viaggio nella chirurgia del cuore

A Bergamo arriva "sVALVoLATI", un viaggio nella chirurgia del cuore


La mostra è visitabile dal 29 settembre al 22 dicembre a Palazzo della Libertà a Bergamo

Venerdì 29 settembre, nella giornata di apertura della XXI edizione di Bergamoscienza, è stata inaugurata al Palazzo della Libertà la mostra sVALVoLATI La chirurgia del cuore, un viaggio nel tempo, un percorso visivo multimediale, interattivo e di grande fascino nella storia della chirurgia del cuore, organizzato in collaborazione con l’IRCCS Ospedale San Raffaele – Gruppo San Donato. L’inaugurazione è stata preceduta da un dialogo tra il giornalista Luigi Ripamonti e il professor di Cardiochirurgia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele Ottavio Alfieri. La mostra è visitabile dal 29 settembre al 22 dicembre a Palazzo della Libertà a Bergamo.


La mostra

A cura di Alessandro Bettonagli, Francesco Maisano e Ottavio Alfieri, la mostra è un viaggio espositivo che celebra Bergamo e Brescia, Capitale della Cultura Italiana 2023, come centri di eccellenza nell’evoluzione delle terapie del cuore non invasive. Il visitatore, interagendo con oggetti e dispositivi multimediali, diviene parte attiva di un viaggio dagli esordi della cardiochirurgia fino ai giorni nostri e si avvicina alle conquiste scientifiche e tecnologiche che hanno cambiato radicalmente la vita delle persone. Alessandro Bettonagli, art director e socio fondatore di BergamoScienza spiega: «Quest’anno, BergamoScienza, in occasione di Bergamo/Brescia Capitale della Cultura Italiana 2023, ha voluto realizzare una mostra scientifica su un tema che potesse connettere le nostre due città. La cardiochirurgia diventa lo spunto per raccontare, in un modo semplice e inusuale, una storia di conquiste e di innovazioni dei cardiochirurghi che hanno lavorato negli ospedali dei nostri territori. Lo spettatore dovrà “ascoltare” i cuori narranti che troverà all’interno della mostra e così immergersi in una “storia svalvolata». Il professor Francesco Maisano, direttore scientifico della mostra e direttore dell’Heart Valve Center dell’IRCCS Ospedale San Raffaele: «La nostra mostra è un tributo alla medicina cardiovascolare italiana che ha un ruolo di primo piano a livello mondiale». Il professor Ottavio Alfieri, già direttore della Cardiochirurgia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, oggi presidente dell’Alfieri Heart Foundation e noto al mondo per l’invenzione della tecnica edge-to-edge precisa: «L’intento di questa mostra è trasmettere ai giovani in formazione l’eccezionalità e il fascino di questa disciplina che racchiude in sé tutti gli aspetti positivi del progresso medico: condividere la storia dell’innovazione per crearne di nuova».

Un viaggio nella storia della cardiochirurgia...

La prima tappa del viaggio è un’installazione interattiva che racconta come è fatto e come funziona il cuore. È possibile ascoltare il battito regolare e anche i sintomi che rimandano ad alcune patologie. Alle pareti due grandi videoproiezioni interattive permettono di esplorare: la storia del cuore e del suo ruolo nella cultura medica, a partire dagli antichi egizi per arrivare all’Ottocento e il contributo dato dalla cardiochirurgia italiana attraverso l’opera di eminenti chirurghi. Anche le guide sono declinate sul tema: a ciascun visitatore viene fornito un fonendoscopio che, appoggiato ai punti di interesse segnalati sulle pareti, permette di ascoltare le narrazioni che riguardano singoli temi. La seconda tappa trasporta il pubblico indietro nel tempo, in una sala operatoria del 1860: il tavolone di una cucina di contadini, da cui deriva appunto il nome di “tavolo operatorio”. Nella sala un attore racconta la vita del chirurgo dell’epoca. La terza tappa fa fare ancora un salto quantico nello spazio e nel tempo. Anni ’60-’70, ai Riuniti di Bergamo il professor Lucio Parenzan esegue i primi interventi a cuore aperto. In questa area troviamo una sala operatoria, ormai perfezionata, circondata da apparecchi tecnologici, come la macchina cuore-polmoni che ha reso possibile operare a cuore aperto. É esposto anche il bypass di Favaloro, le prime protesi di Starr Edwards e il primo pacemaker. La tappa è arricchita dalla testimonianza del professor Ottavio Alfieri che racconta la sua carriera e le sue invenzioni, come “l’Edge to Edge” che hanno aperto nuove vie alla cardiochirurgia.


... a tappe

Quarta tappa: la sala operatoria del presente e del futuro. Il visitatore viene proiettato nel futuro, dove la sicurezza del paziente si esprime in un rapporto virtuoso fra il chirurgo e la tecnologia virtuale. Attraverso una sala attrezzata con la realtà aumentata e l’imaging cardiaco, si può identificare in maniera precisa il problema da risolvere e anche formare i chirurghi del futuro attraverso simulatori. La sala è allestita come un set di tecnologie molto avanzate che consentono di operare a cuore battente. Ma il pubblico sarà anche informato sulla cardiochirurgia del presente: la chirurgia trans-catetere; la chirurgia mini invasiva; la coronarografia, la diagnostica con gli ecocardiogrammi; la cardiochirurgia robotica. Infine in un’intervista il professor Francesco Maisano illustra la scuola di chirurgia basata su simulazione avanzata (Simulation based Learning) in cui l’apprendimento avviene attraverso la simulazione con le tecniche della virtual reality e l’Heart Valve Center di Milano. La Quinta tappa propone un laboratorio interattivo: una stanza pensata come un vero e proprio laboratorio virtuale, dove immergersi, attraverso visori di realtà virtuale, nelle sale di diagnostica e di cura più avanzate, dalla Tac alla Risonanza Magnetica. Si può vedere come funziona il proprio cuore attraverso una ecografia, effettuare un elettrocardiogramma, giocare con simulatori per operazioni cardiochirurgiche e defibrillatori virtuali. Sesta tappa: la sala operatoria di un futuro ormai prossimo è concepita come una stanza vuota in cui si può fare esperienza della Realtà Aumentata. Nella sala operatoria del futuro la tecnologia è presente in modo virtuale per identificare i target terapeutici, dove, ad esempio l’imaging cardiaco viene analizzato dagli operatori con l’ausilio di ologrammi.


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