Anche lo sport si mobilita per le elezioni presidenziali americane, Caitlin Clark, la nuova stella "bianca" del basket divide i tifosi ed il Paese

Anche lo sport si mobilita per le elezioni presidenziali americane, Caitlin Clark, la nuova stella "bianca" del basket divide i tifosi ed il Paese

Anche lo sport si mobilita per le elezioni presidenziali americane, Caitlin Clark, la nuova stella "bianca" del basket divide i tifosi ed il Paese Photo Credit: foto agenzia fotogramma.it


L'emergere di una giovane superstar bianca ha messo in luce una spaccatura razziale non solo nel basket, argomento che entra di prepotenza anche tra i candidati alle presidenziali americane

Negli Usa che si avvicinano al voto del prossimo 5 novembre, lo sport è da sempre un terreno di caccia. Lo sport però è diventato anche un terreno di scontro politico e sociale. Sulle prossime elezioni negli Stati Uniti soffia forte anche il "ciclone" Caitlin Clark. La giovanissima del basket americano che è indicata come una delle migliori esordienti di tutti i tempi nella Woman National Basket Association ovvero il campionato professionistico femminile di basket. Clark, rispetto all80% delle colleghe è di pelle bianca, o meglio ha una origine afro-americana. La 22enne stella dell'Indiana Fever viene vista da alcuni come la paladina di un riscatto "bianco" in un ambito "nero".


La questione razziale

La questione razziale nello sport non fa altro che mettere in evidenza quello che negli Stati Uniti c’è già. Le parole di Trump sui geni cattivi degli immigrati, al di là dell'indignazione generale, hanno aperto un dibattito. Secondo il Washington Post "se la teoria di Trump dovesse prevalere, spazzerebbe via la grandezza sportiva americana. Spazzerebbe via tutti quei figli di immigrati con difetti di Dna e potenziali omicidi nel sangue, tra cui una grande fetta della squadra olimpica, una parte significativa della Nba e della Nfl, e Joe DiMaggio".


Il fenomeno Clark

In mezzo a questo dibattito arriva come un fulmine a ciel sereno il fenomeno Clark. La 22enne in poco tempo ha "spaccato" non solo il mondo del basket ma l'intera società americana. Qualcuno è arrivato a paragonare il suo effetto come quello sull'endorsement di Taylor Swift per Kamala Harris. Nella Wnba ci sono altre giocatrici bianche. Diana Taurasi, capitana della squadra olimpica, ha origini italiane e argentine. Kobe "black mamba" Bryant la definì "White Mamba". Nessuna atleta però è riuscita ad essere così divisiva come Caitlin Clark.


Gli effetti

Il suo "status" di giocatrice bianca ha due effetti principali: il primo è il pubblico e il secondo è quello dei soldi. Nel 2024 la Wnba ha battuto tutti i record di tifosi, ascolti e merchandising, proprio grazie a questa 22enne. Senza dimenticare le polemiche che hanno scatenato una serie di episodi che hanno acceso il dibattito. A cominciare è stata DiJonai Carrington che ha dato una ditata negli occhi alla Clark. Un intervento duro e antisportivo che molti commentatori hanno definito violento e a suo modo razzista nei confronti della 22enne bianca. Insinuazioni, secondo la Carrington che ha accusato a sua volta questi commentatori di razzismo nei confronti delle giocatrici di colore. Ma ci sono stati altri episodi che hanno portato le giocatrici a dire che "E' appena arrivata e deve adeguarsi al gioco tra le pro. Qualche commentatore americano sottolinea come le giocatrici nere si siano coalizzate contro la Clark. Probabilmente incide anche il fatto che la Clark guadagni dagli sponsor più di tutte le altre.


La spaccatura razziale

L'emergere di una giovane superstar bianca ha messo in luce una spaccatura razziale. Con l'arrivo della Clark nelle "pro" la base di tifosi è "diventata più bianca" e sono cresciuti gli introiti da tv e sponsor. C'è chi sperava in un "duello razziale" come quello tra Magic Johnson e Larry Bird che negli anni '80. Ma quelli erano i campioni bianchi e neri che insieme formavano gli Usa. Ora il tutto potrebbe trasferirsi nel dibattito, molto acceso di questi giorni tra i candidati alle presidenziali americane: Donald Trump da una parte e Kamala Harris dall’altra.



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