Andrea Abodi a RTL 102.5: “D’accordo con La Russa sulla regola dei 4 giocatori italiani in campo, no a vincoli ma si apra una discussione con l’UE”

Andrea Abodi a RTL 102.5: “D’accordo con La Russa sulla regola dei 4 giocatori italiani in campo, no a vincoli ma si apra una discussione con l’UE”

Andrea Abodi a RTL 102.5: “D’accordo con La Russa sulla regola dei 4 giocatori italiani in campo, no a vincoli ma si apra una discussione con l’UE” Photo Credit: ANSA/GIUSEPPE LAMI


“Dopo il ko nazionale, troviamo soluzioni con un commissario alla Fgic”

Il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, interviene su RTL 102.5 in merito alla mancata qualificazione dell’Italia ai prossimi Mondiali di calcio e sul futuro della Nazionale, durante “Non Stop News” con Enrico Galletti, Massimo Lo Nigro e Lucrezia Bernardo.

La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di calcio, la necessità di un nuovo modello

«Intanto penso che sia necessario fare il resoconto della sconfitta, perché se non lo facessimo sarebbe un’ulteriore sconfitta, ancora più grave. Ci auguriamo quindi che già in giornata succeda qualcosa e che inizi un periodo nuovo, nel quale dobbiamo ripartire dai giovani. Secondo me è quasi una banalità: dobbiamo partire da chi allena, soprattutto a livello giovanile, e aprire nuove opportunità. Credo che ci siano tutte le condizioni per metterci attorno a un tavolo e ragionare con tutte le componenti. Serve anche un periodo di decantazione, perché se pensiamo soltanto alle elezioni federali, nel caso di dimissioni del presidente Gravina, perderemmo un’occasione. Dobbiamo ragionare per la parte che possiamo mettere a disposizione, poi le decisioni finali spettano al sistema calcio interno».

Dimissioni Gravina?

«Penso che questa fase abbia bisogno di un tempo operoso, nel quale si mettano in campo soluzioni a problematiche che il sistema non è riuscito ad affrontare e risolvere in una dimensione ordinaria. Mi auguro quindi che ci siano le condizioni, richieste anche dal Consiglio federale, per un commissariamento che consenta di dare sostanza a questo tempo e permetta poi alla Federazione di andare verso nuove elezioni. Se puntassimo solo alle elezioni, non risolveremmo i problemi. Dato che se ne parla da anni, troviamo soluzioni utilizzando il commissario, che rappresenta una grande opportunità: una figura che venga anche dal mondo del calcio, che lo conosca e che possibilmente non abbia avuto grandi compromissioni con un sistema che, con questa sconfitta, ritengo abbia chiuso un ciclo. Una sconfitta di cui avremmo fatto volentieri a meno, perché speravamo tutti di andare in America, in Messico e in Canada, non solo noi più grandi ma soprattutto i giovani, che non hanno mai visto un Mondiale. Una struttura commissariale non è soltanto una persona, è qualcosa di più. Tutti gli elementi devono essere messi a disposizione, anche da parte nostra, con provvedimenti utili al sistema calcio per evolversi e superare difficoltà che non sono solo economiche, ma anche di modello. Per questo è finito un ciclo e deve iniziarne un altro».

Molti stranieri in Serie A

Il Presidente del Senato La Russa ha detto che, per cambiare, si deve fare in modo che ogni squadra debba schierare almeno quattro giocatori italiani per tutti i minuti della partita. «Sì, la penso un po’ come La Russa. Più che una norma, deve essere una regola condivisa dal sistema calcistico: non possiamo imporla. Penso che sia una questione che possa essere discussa anche con l’Unione Europea: non ci possono essere vincoli, ma se la poniamo sul piano delle opportunità da offrire ai calciatori italiani, soprattutto ai più giovani, magari anche con qualche incentivo economico, credo se ne possa parlare e codificare rapidamente. È opportuno che la validino loro; noi siamo al tavolo per dare tutto il supporto possibile a una scelta del genere».

La necessità di nuove strutture, l’impegno della politica

«È sempre stato così: in passato gli spazi erano gli oratori, le piazze, le strade, qualsiasi luogo, perché si giocava con libertà, spensieratezza e voglia di divertirsi, elementi che si sono persi. Negli anni siamo diventati schiavi degli schemi e della funzionalità. Dobbiamo tornare a dare spazio alla semplicità, alla spontaneità, alla creatività e al divertimento».

Il futuro di Gattuso

«Penso che Gattuso abbia fatto la sua parte e l’abbia fatta al meglio. Anche ieri ho ringraziato lui, lo staff e i giocatori in campo, che oggettivamente hanno dato tutto quello che avevano. Dopodiché ci si ferma, si riflette con calma e il sistema calcio dovrà valutare come proseguire. Nei suoi confronti c’è rispetto e riconoscenza per tutto ciò che ha dato».

Le parole del presidente Gravina sugli sport dilettantistici

«Purtroppo, ho sentito solo una parte dell’intervento direttamente. Credo però che sia mancata una piena assunzione di responsabilità: ci sono momenti in cui chi è a capo di un’organizzazione deve rispondere completamente. Lo scivolone sugli altri sport mi auguro sia stato solo frutto di una mancanza di lucidità, cosa umanamente comprensibile in certe circostanze. Il rispetto verso atleti e atlete di tutte le discipline non può emergere solo durante le Olimpiadi o quando arrivano i risultati. Sono atleti che mettono cuore, passione e dedicano ore ogni giorno per migliorarsi e portare onore all’Italia. Questo non va mai dimenticato».

Guadagni troppo alti nel calcio rispetto ad altri sport

«Secondo me non è un problema in sé: se ci sono molti soldi, devono diventare un’opportunità per essere utilizzati bene, non per essere sprecati. Non si può demonizzare ciò che il mercato genera. Tuttavia, nel calcio più che in altri ambiti, deve esserci rispetto per i tifosi, perché senza di loro il calcio non è niente».

Il successo italiano negli altri sport

«Penso allo spirito con cui si pratica lo sport, con professionalità anche quando non è formalmente professionistico: serietà, dedizione, rispetto verso tutti e verso il pubblico. Basti pensare alle dichiarazioni di Sinner, esemplari da questo punto di vista: esce dal campo e riconosce sempre il valore dell’avversario, ringraziando i tifosi. Questo spirito andrebbe recuperato anche nel calcio. Non ci sono solo atleti singoli, ma anche squadre: pensiamo al rugby, al baseball, al basket. Questo spirito eccellente dell’Italia, che vince nel mondo e si distingue per comportamento, dovrebbe essere un riferimento anche per il calcio».

Paolo Maldini, la proposta di Tardelli

«Paolo Maldini è una persona meravigliosa ed è stato un calciatore straordinario, ma ce ne sono molti altri. Credo che queste scelte spettino al sistema calcio: nelle riflessioni e nelle decisioni che verranno prese, il primo pensiero deve partire da loro. Questo è il rispetto che vogliamo portare al sistema e il supporto che intendiamo offrire».

Le palestre scolastiche

«Questo è anche il segno della collaborazione tra Governo e Parlamento. Ringrazio ancora il Parlamento, che ha raggiunto un risultato importante in un momento in cui spesso ci si divide su tutto, anche nei modi. Il fatto che sia stato approvato un provvedimento di questo tipo è significativo: aprire le palestre scolastiche alla comunità, alle società e alle associazioni significa lavorare insieme, a livello politico, per lo sport di base. Ci occupiamo anche dello sport di vertice, ma siamo ancora più attenti allo sport di base, che è un presupposto non solo sportivo ma anche sociale».



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