Aumentano i fumatori in Italia, un milione e duecentomila in più dallo scoppio della pandemia

31 maggio 2021, ore 18:00

Sono undici milioni e trecentomila i consumatori di sigarette e prodotti alternativi nel nostro Paese

A distanza di quasi un anno e mezzo dallo scoppio della pandemia nel nostro Paese è possibile, nel tracciare bilanci relativi al comportamento degli italiani, determinare quanto il Coronavirus abbia influito, in maniera tanto positiva quanto lesiva. In occasione della Giornata mondiale senza tabacco, l'Istituto superiore di sanità pubblica alcuni dati relativi al fenomeno del tabagismo nel nostro Paese. Se la popolazione è stimata in circa sessanta milioni e trecentomila persone, circa undici milioni e trecentomila di queste fuma sigarette cosiddette "tradizionali" o prodotti alternativi.


I dati

La percentuale di fumatori italiani è cresciuta dallo scoppio della pandemia nel nostro Paese a febbraio del 2020. L'incremento consiste in un milione e duecentomila fumatori in più rispetto ad aprile 2020, in pieno lockdown nazionale. In percentuale, se ad aprile 2020 i consumatori di tabacco erano il 21,9% della popolazione, a novembre erano diventati il 24%, per poi salire al 26,2% a maggio 2021. Di questi, cinque milioni e mezzo sono uomini e cinque milioni e ottocentomila sono donne. Secondo l'istituto superiore di sanità un ruolo chiave nell'aumento della quota di fumatori è giocato dalle sigarette elettroniche e dai nuovi prodotti del tabacco come le sigarette a tabacco riscaldato. Tra le fluttuazioni degne di nota spiccano le seguenti:

  • rispetto a chi non aveva mai fumato sigarette tradizionali ad aprile 2020, il 4,7% di questi ha iniziato a consumarne a novembre;
  • il 19,3% degli utilizzatori di sigarette a tabacco riscaldato è diventato anche fumatore di sigarette tradizionali;
  • sempre rispetto al periodo aprile-novembre 2020, il 17,2% di chi era un ex fumatore di sigarette tradizionali è tornato a consumarne;
  • come dato positivo, il 14,6% di chi fumava sigarette tradizionali ad aprile 2020 è riuscito a smettere.
Aumentano i fumatori in Italia, un milione e duecentomila in più dallo scoppio della pandemia

Il consumo da parte dei giovani

Un focus ancora condotto dall'Istituto superiore di sanità è dedicato al rapporto tra il fumo e la fascia più giovane della popolazione. Secondo i dati, il 37,5% di ragazze e ragazzi tra i quattordici e i diciassette anni ha avuto un contatto con il fumo di tabacco e il 41,5% con la sigaretta elettronica. In particolare, il 52,5% degli studenti fumatori ha iniziato a consumare tabacco o a utilizzare una sigaretta elettronica alle scuole superiori. Preoccupante come il 47,5% di essi abbia iniziato già prima, alle scuole elementari (4,1%) o alle scuole medie (43,4%). Rispetto al consumo, tra i fumatori di sigarette tradizionali, il 26,3% fuma dieci o più sigarette al giorno.


I consigli dell'OMS per smettere

L'Organizzazione mondiale della sanità racconta di come la pandemia abbia spinto milioni di fumatori a dichiarare di voler smettere con il fumo, segnalando come per tali soggetti il rischio di sviluppare una forma grave di Covid-19 e morire sia più alto del 40-50%. Congiuntamente ai dati, l'OMS pubblica quattro consigli di base utili per abbandonare sigarette e tabacco. Anzitutto stabilire una data e un breve periodo in cui smettere, per mantenersi motivati sull'obiettivo. Successivamente, dirlo ad amici, familiari e colleghi, in modo che possano incoraggiare a non cadere in tentazione. Di seguito, anticipare le sfide, soprattutto nelle prime settimane, e, ancora, rimuovere tutti i prodotti da tabacco nel proprio ambiente.

Tags: Fumo, ISS, OMS, Sigarette, Tabagismo

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