Calci, pugni e martellate, l'aggressione al poliziotto durante il corteo per Askatasuna a Torino
Calci, pugni e martellate, l'aggressione al poliziotto durante il corteo per Askatasuna a Torino Photo Credit: Foto: Ansa/Alessandro Di Marco
31 gennaio 2026, ore 22:47 , agg. alle 23:09
Le violenze degli autonomi e degli anarchici, come il pestaggio all'agente nei video. Mattarella esprime solidarietà alle Forze dell'ordine
Lo hanno colpito a calci, pugni e colpi di martello. Poi ancora con più violenza, con tutto quello che avevano a portata di mano. La vittima di questa scena, immortalata da un video, è un agente di 29 anni del reparto mobile di Padova. Era in servizio a Torino per la manifestazione, a pochi metri dal campus universitario Luigi Einaudi, durante gli scontri scoppiati al termine del corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. A salvarlo sono stati i suoi colleghi intervenuti per proteggerlo. Ora Alessandro è ricoverato al pronto soccorso chirurgico in un ospedale di Torino. Ha riportato contusioni multiple e una ferita da martello sulla coscia sinistra, già suturata. Un'aggressione, quella nei confronti del poliziotto che è sposato e ha un figlio, durata pochi ma interminabili secondi che descrivono la guerriglia urbana che ha colpito il capoluogo piemontese, per circa tre ore.
IL BLITZ DEGLI ANTAGONISTI
Blu, Ugo. Ma anche Kiwi e Mango: questi alcuni dei nomi in codice cui si chiamavano tra di loro i gruppi di incappucciati, mentre attaccavano le forze dell'ordine. Anarchici e autonomi, divisi dalle idee politiche, ma uniti durante l'assalto. Un unico blocco nero che, quando ha iniziato a fare buio sulla città ha attaccato. Prima sul corso, a pochi metri da dove si trova l'edificio occupato per trent'anni dagli autonomi e sgomberato a dicembre scorso, poi per le vie limitrofe, ma anche durante la ritirata. Quando tutte le bombe carta e i razzi erano stati lanciati e dopo che i cassonetti erano stati dati alle fiamme insieme a un mezzo delle forze dell'ordine, si sono ritirati. La scia che hanno lasciato sul selciato è fatta di giacche e pantaloni impermeabili, buttati dopo che tutto era finito. Dopo la battaglia restano innumerevoli cocci di bottiglie di vetro, candelotti di lacrimogeni, tanti massi, fioriere distrutte. Pochi i momenti in cui antagonisti e forze dell'ordine sono venuti a contatto. Tra questi però l'aggressione all'agente, quasi un vero e proprio linciaggio. Ci sono feriti anche tra i manifestanti, portati via a braccio o curati dentro un portone. Un intero quartiere, quello di Vanchiglia, ha vissuto una delle sue giornate più violente, come a Torino non si vedevano da tempo.
LA SOLIDARIETA' ALLA POLIZIA DI MATTARELLA, LA CONDANNA POLITICA
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, secondo quanto si apprende dal Quirinale, ha chiamato il ministro dell'Interno Piantedosi per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all'agente aggredito e a tutti gli agenti delle Forze dell'ordine che hanno subito violenze durante il corteo per Askatasuna. A Torino è stato colpito lo Stato, scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato, conclude la premier. "Questi non sono manifestanti. Questi si comportano da terroristi, da guerriglieri, vogliono fare male, sono spinti dall'odio" scrive il ministro della Difesa, Guido Crosetto, postando il video dell'agente di polizia accerchiato e pestato da manifestanti a volto coperto. La condanna politica è bipartisan, parlano di violenze inaccettabili la segretaria del Pd, Elly Schlein, e il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e il capo della polizia Vittorio Pisani hanno sentito poco fa il poliziotto aggredito durante la manifestazione di Torino. Secondo quanto si apprende, domani faranno il punto della situazione in un video collegamento con prefetto e questore di Torino.



