Carlo Ancelotti è pronto all'esordio con il Brasile, giovedì 5 giugno con l’Ecuador la prima da Ct della Seleção

Carlo Ancelotti è pronto all'esordio con il Brasile, giovedì 5 giugno con l’Ecuador la prima da Ct della Seleção

Carlo Ancelotti è pronto all'esordio con il Brasile, giovedì 5 giugno con l’Ecuador la prima da Ct della Seleção Photo Credit: foto agenzia fotogramma.it


Mi hanno già soprannominato Carlinho, e mi piace, ha detto Ancelotti, che si prepara all’ennesima sfida nella sua vita da allenatore

Carlo Ancelotti è passato dall’essere “Re Carlo” a Madrid a “Carlinho” in Brasile, ma la sostanza non cambia. Uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio, si avvia a scrivere una nuova pagina della sua leggendaria carriera. Mancano poco all’esordio sulla panchina della nazionale brasiliana. Domani, giovedì 5 giugno, il “suo” Brasile affronterà l’Ecuador in una delicata sfida per le qualificazioni al Mondiale 2026. Questa partita segnerà anche ufficialmente, la sua avventura verdeoro. La Seleção vive un momento complicato, è quinta in classifica nel girone sudamericano e l’arrivo del tecnico emiliano sulla panchina brasiliana ha riportato entusiasmo attorno alla squadra. Al suo arrivo, Carlo Ancelotti è stato come quello di un salvatore. "Mi chiamano già Carlinho, e mi piace", ha dichiarato con un sorriso Ancelotti in un’intervista.


La nuova sfida

È già cominciata l’attesa di un intero popolo calcistico, quello brasiliano che sogna il ritorno ai vertici del mondo. Per ’ex allenatore del Real Madrid, “ è una responsabilità grande, ma anche una grande felicità. Avere l’opportunità di allenare la nazionale brasiliana è un onore”.


Nessuno come lui

Carlo Ancelotti ha vinto i campionati in Italia, Inghilterra, Francia, Germania e Spagna ed ora si lancia nel calcio sudamericano, portando con sé un bagaglio esperienza, carisma e una capacità di gestione del gruppo riconosciuta da tutti. Un allenatore che non è solo tattica, la sua vera dote è la gestione dello spogliatoio. “Non l’ho studiato, sono fatto così” ha detto Ancelotti “cerco di trasmettere la mia identità e il mio carattere nella relazione con gli altri”. Abituato a gestire i grandi campioni, per lui, la convivenza con i fuoriclasse non è complicata. Anche con le lingue non è un problema. Ora dovrà imparare il portoghese, ma Ancelotti è abituato a calarsi in contesti nuovi: parla francese, l’inglese e lo spagnolo. “Mi aiuterà il fatto che ha una grammatica simile” ha detto.


Il  maestro

Carlo Ancelotti, nell’intervista ha anche citato Arrigo Sacchi, di cui è stato giocatore al Milan e vice in Nazionale durante i mondiali USA ’94: “È stato un innovatore, ha portato qualcosa di nuovo nel calcio, a livello tattico e metodologico. Ho lavorato tanti anni con lui, è stato per me un maestro molto importante” ha detto il tecnico emiliano.


Troppo calcio

L’allenatore del Brasile fa una riflessione sul calendario internazionale: “Si gioca tanto, troppo. Credo che federazioni, UEFA e FIFA debbano trovare una soluzione per preservare la qualità, ma soprattutto la salute dei calciatori”. Un chiaro messaggio da chi il calcio lo conosce profondamente e ne percepisce i rischi.



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