Carlo Verdone a RTL 102.5: “Con questo libro ho voluto toccare il bello in un momento brutto. Mi piacerebbe molto farne un film, e il regista sarò io”

24 febbraio 2021, ore 15:30

Carlo Verdone è stato ospite questa mattina in diretta su RTL 102.5 nel programma W l’Italia per presentare il suo nuovo libro 'La Carezza della Memoria'

Dopo il successo de 'La casa sopra i portici' del 2012 è uscito il 16 febbraio 'La carezza della memoria',  un'autobiografia scritta durante la pandemia, nel primo lockdown: la famiglia, gli affetti, le passioni, gli amici, la gente strana che s’incontra per caso. Un memoriale cordiale e affettuoso, arguto e melanconico.

“Io sto bene l’umore è buono, le notizie delle varianti non portano leggerezza all’anima, ma quello che possiamo fare è stare attenti e seguire quello che dicono gli scienziati e sperare che il vaccino duri il più possibile”. Così esordisce il regista e attore Carlo verdone ai microfoni di RTL 102.5.


Come è nato il libro 'La Carezza della Memoria'

“Io pensavo di aver esaurito i ricordi, gli aneddoti, le storie, sono stato fermo 9 anni, invece mi è venuto incontro uno scatolone che era sigillato dal 2013 e sono venuti fuori foto, oggetti, appunti, un santino, un rosario, un paio d’occhiali, ogni oggetto aveva una storia da raccontare, ecco forse ho trovato il tema del prossimo libro: raccontare questi oggetti che mi porteranno a memorie lontane ma anche recenti. Lo scatolone l’ho trovato una sera durante il lockdown, era frutto di un trasloco, ho provato una tenerezza e una dolce nostalgia, nessuna malinconia, è stato piacevole tornare indietro nella memoria perché ho ridato vita a ricordi che pensavo fossero svaniti, invece c’era tanto da raccontare”.


Il ricordo del periodo a Torino

“Smaila è stato un uomo di un affetto e di una simpatia che mi ha incoraggiato con le risate e le battute, con lui ho passato le serate più belle mi calmava la sera prima di uno sketch. È stato un amico meraviglioso e io l’ho voluto dire e ricordare nel libro. Io ricordo una trasmissione dove non esisteva invidia, gelosie, eravamo tutti uniti per fare un grande spettacolo perché sapevamo di avere un grande regista che era Enzo Trapani”.


Il ricordo di Alberto Sordi

“Eravamo a Campione d’Italia io, Francesco Nuti Massimo Troisi e Alberto Sordi, e ad un certo punto ho dato la macchina fotografica a Sordi che gli ho chiesto di farci una foto. Quando l’ho rivista mi è venuta un po’ di tristezza e nostalgia. Mi dispiace tanto perché penso che Massimo che non c’è più avrebbe potuto fare grandi cose”. “In questo libro io ho voluto raccontare solo cose belle anche se c’è di mezzo qualche dolore forte, ho voluto dare una carezza a me che l’ho scritto, è stata una terapia, ma credo che servirà anche al lettore che alla fine sarà toccato da certe persone che sono state belle. Ho voluto toccare il bello in un momento brutto”.

La storia di Maria F.

“Nel libro ho raccontato anche della relazione impossibile con una prostituta quando io avevo 23 anni, una storia che avevo rimosso, ma ho ancora i suoi orecchini. Ho avuto molto coraggio nel raccontarla, non so dove sia ora, so solo che ha avuto due gemelli e sono contento che abbia trovato forse un equilibrio. Da questo libro uscirà qualcosa, ma lo farò io come regista, questo è poco ma sicuro”.


Prossimi impegni

“Prossimamente dovrò fare una serie per Amazon Prime Video comincio a maggio e sto aspettando l’uscita del mio film “Si vive una volta sola”, bloccato dal lockdown la sera prima della prima, mi dispiace molto penso mi sia venuto molto bene”.


Carlo Verdone a RTL 102.5: “Con questo libro ho voluto toccare il bello in un momento brutto. Mi piacerebbe molto farne un film, e il regista sarò io”
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