Gedda, colloqui tra le delegazioni di Ucraina e Stati Uniti. Kiev rivendica l'attacco su Mosca. Il Cremlino: pace a rischio

Gedda, colloqui tra le delegazioni di Ucraina e Stati Uniti. Kiev rivendica l'attacco su Mosca. Il Cremlino: pace a rischio

Gedda, colloqui tra le delegazioni di Ucraina e Stati Uniti. Kiev rivendica l'attacco su Mosca. Il Cremlino: pace a rischio Photo Credit: agenziafotogramma.it


Secondo Mosca il raid ucraino più vasto da quando è iniziata la guerra, mette a rischio i colloqui di pace. Intanto l'Ucraina si ritira dal Kursk, e l'Europa discute su come fermare la Russia, dopo il disimpegno americano

Proseguono gli scontri mentre a Gedda si discute di pace. Questa mattina un massiccio attacco di droni ha colpito la regione di Mosca, provocando tre vittime, 18 feriti -tra cui alcuni bambini- e non pochi danni a edifici e infrastrutture.

I TAVOLI DI GEDDA

Ma sedersi a un tavolo per parlare di pace è comunque un primo, magari piccolo, passo, nonostante la via sia impervia e piena di ostacoli. E tutto è da vedersi, affinché non si trasformi nell’irrimediabile resa di Kiev, pericolo sfiorato dopo lo scontro tra i vertici Usa, presidente Trump e vicepresidente Vance, e il leader Ucraino Zelensky, messo all’angolo e costretto a retromarce sostanziali per riallacciare il dialogo. Dopo aver mostrato rammarico ed essere a più ripreso tornato sui suoi passi, Zelensky ha convinto Trump a tornare a confrontarsi, sperando che il prezzo non sia troppo alto. Kiev, in prima battuta, si era detta disponibile a firmare l’accordo sullo sfruttamento delle proprie terre rare da parte di Washington. Poi, ha ringraziato gli USA per il sostegno ricevuto negli ultimi 3 anni di guerra, e infine, si è detta disponibile a siglare la pace. Con questi presupposti si è aperto oggi il summit a Gedda, in Arabia Saudita, dove gli americani sonderanno le aperture dei belligeranti per capire quale sia il punto di caduta.

GARANZIE E OFFERTE

Durante le interlocuzioni mediate dai sauditi, che dureranno fino a domani, l’Ucraina cercherà di convincere gli Stati Uniti di essere pronta a negoziare. Kiev chiederà a Washington di riprendere la condivisione dell’intelligence e il supporto militare proponendo una sospensione degli attacchi di droni e missili e delle operazioni sul mar Nero. Gli ucraini devono fare i conti con i buchi lasciati nella difesa -dall’assenza americana nel supporto ai servizi segreti- e negli armamenti che si esauriranno entro l’estate e che l’Europa non sarà in grado di rimpiazzare totalmente. Le garanzie di sicurezza degli Stati Uniti sono definite "molto importanti" affinché la Russia non possa attaccare di nuovo dopo che sarà raggiunto un accordo, e la delegazione di Zelensky ne è completamente consapevole. Marco Rubio, il segretario di Stato americano che è a Gedda con il consigliere per la Sicurezza nazionale Waltz, ha giudicato l’offerta promettente a patto che L’Ucraina sia pronta a cedere territori alla Russia.

L’ATTACCO A MOSCA

E mentre il Cremlino fa sapere che il massiccio raid di questa mattina sulla capitale potrebbe compromettere i colloqui di pace, sembra confermato l’incontro di giovedì tra il presidente Russo Putin e l'inviato della Casa Bianca per il Medio Oriente Steve Witkoff, anche lui coinvolto nei tavoli di Gedda. Il funzionario americano cercherà di capire quale sia il margine negoziale con i russi. Intanto, lo Stato maggiore delle forze armate ucraine ha rivendicato l'attacco a Mosca. "Le Forze dei sistemi senza pilota, l'Sbu e il Gur, in collaborazione con altre unità, hanno colpito obiettivi strategici russi" che sostengono l'aggressione contro l'Ucraina, in particolare è stata colpita la raffineria di petrolio di Mosca, che è in grado di elaborare 11 milioni di tonnellate di petrolio all'anno e fornisce il 40-50% del fabbisogno di gasolio e benzina della città di Mosca.

L’EUROPA LAVORA A UNA RISPOSTA

Nel frattempo, le forze ucraine stanno effettuando una ritirata generale dalla regione russa del Kursk, occupata dal 6 agosto scorso. Anche i siti russi riportano l'avanzata delle loro truppe in 12 località della regione. Lo stato maggiore ucraino vuole, probabilmente, evitare l’accerchiamento delle proprie truppe. Oltreoceano, l’Unione affina i propri strumenti per attutire l’impatto del probabile disimpegno americano dal quadrante europeo, sia al livello di alleanze, sia sul territorio. Il timore che la Russia non si fermerà a prescindere dagli esiti delle trattative è concreto. La presidente della Commissione UE ha dichiarato che è il momento di reagire. 'Putin ha dimostrato di essere un vicino ostile, non ci si può fidare di lui, si può solo dissuaderlo? Ha dichiarato la presidente. ‘Sappiamo che il complesso militare russo sta superando il nostro. La produzione Europa è ancora su un ordine di grandezza inferiore’, ha detto von der Leyen in un passaggio del suo intervento alla Plenaria del Parlamento europeo a cui ha presentato il progetto Riarm Eu.



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