Giro d’Italia Women, sul Colle delle Finestre vince Demi Vollering. Van der Breggen conserva la maglia rosa
Giro d’Italia Women, sul Colle delle Finestre vince Demi Vollering. Van der Breggen conserva la maglia rosa
06 giugno 2026, ore 18:19 , agg. alle 18:47
Cambio di programma per l’ottava frazione, accorciata per una lastra di ghiaccio sulla strada
LA GARA
Un colpo di scena che ha cambiato il volto dell’ottava frazione. Il tappone alpino, 105km partiti da Rivoli e con arrivo previsto al Sestriere, è stato accorciato per motivi di sicurezza. Un lastrone di ghiaccio infatti incombeva sulla strada, per cui il traguardo è stato spostato in salita, circa un 1km prima del Gran premio della Montagna del Colle delle Finestre. Una decisione comunicata alle atlete a circa sette chilometri, accolta non senza delusione dai tanti spettatori che si erano radunati al Sestriere, in attesa dell’arrivo. Chilometri, gli ultimi, che sono stati segnati dall’iniziativa di quattro donne di alta classifica, rimaste al comando sullo sterrato: a vincere è stata l’olandese Demi Vollering, che ha preceduto allo sprint Isabella Holmgren e Antonia Niedermaier. Quarta Anna Van der Breggen, che resta in maglia rosa e conserva 47 secondi di vantaggio su Vollering. Ancora difficoltá invece per Elisa Longo Borghini, che accusa un ritardo di 1 minuto e 38 e di fatto sembra abdicare dopo le vittorie degli ultimi due anni. Resa dei conti domani, nel gran finale a Saluzzo.
RIVOLI - SESTRIERE
Rivoli, la città di partenza dell’ottava tappa del Giro D’Italia Women, è in provincia di Torino, risale all’epoca romana, ma è famosa soprattutto per il suo castello. Un edificio maestoso e imponente, in una posizione strategica, sulla cima di un colle che domina il passaggio tra Italia e Francia attraverso la Val di Susa. Risalente al medioevo, nel ‘700 è stato acquisito dai Savoia e per secoli fu la residenza della famiglia sabauda, fin quando non si trasferì definitivamente a Torino. Il Castello di Rivoli ha una caratteristica unica: è uno dei più celebri palazzi incompiuti d’Europa. All’inizio del Settecento il duca Vittorio Amedeo II incaricò l’architetto Filippo Juvarra di trasformarlo in una reggia monumentale. Il progetto era gigantesco, ma non venne mai completato a causa delle vicende politiche e finanziarie dell’epoca. Ed è proprio questa incompiutezza ad averlo reso affascinante per gli artisti contemporanei: dal 1984 ospita il primo grande museo italiano dedicato esclusivamente all’arte contemporanea. Il Sestriere invece, che avrebbe dovuto accogliere l’arrivo di questa frazione, ospitava moltissima gente sulla linea del traguardo pronta ad acclamare le atlete. Erano all’ombra delle grandi torri iconiche, simbolo di una delle prime località sciistiche in Italia, voluta da Giovanni Agnelli, nonno dell’avvocato con l’orologio sul polsino. L’imprenditore, fondatore della FIAT, voleva creare da zero una moderna stazione per gli sport invernali sul modello di quelle che aveva visto nel Nord Europa, in particolare in Norvegia. A partire dal 1930 Agnelli, che aveva acquistato per 40 centesimi di lire al metro quadrato i terreni, fece costruire due alberghi (le torri, appunto), tre funivie, e un prestigioso campo da golf a 18 buche (il più alto d'Europa). La chiesa di Sant'Edoardo, a Colle Sestriere, fu voluta dal magnate in memoria del figlio Edoardo Agnelli, morto in un incidente aereo nel 1935. Il luogo di culto ha un portale in bronzo massiccio sul quale sono raffigurati i sette figli di Edoardo Agnelli.
*Ha collaborato Valentina Iannicelli*



