I lunghi passi verso la crisi di governo più veloce della storia repubblicana, prima però il Recovery

I lunghi passi verso la crisi di governo più veloce della storia repubblicana, prima però il Recovery

I lunghi passi verso la crisi di governo più veloce della storia repubblicana, prima però il Recovery


Per salvare i fondi europei prima si approva il Recovery Fund poi via alla crisi che, però, deve essere rapidissima

Sarà una crisi lampo. La crisi più veloce della storia repubblicana. L’unica cosa certa è che saremo l’unico paese del mondo, che durante una pandemia mondiale, azzarda un rimpasto di governo. In un modo o nell’altro dobbiamo sempre distinguerci dagli altri. Per capire cosa sta accadendo, però, bisogna partire da lontano.


Come è nato questo governo

Questo esecutivo è nato con un unico obiettivo. Quello di fermare l’avanzata di Matteo Salvini ed i suoi “pieni poteri”. Il ribaltone dopo il governo giallo-verde, Cinque Stelle e Lega, suggerito e portato avanti da Matteo Renzi, non aveva un programma iniziale. Cinquestelle, Pd, Leu e Italia Viva si sono ritrovati, prima a decidere quali ministri nominare, e poi, quale programma di governo attuare. I due cardini la vicinanza all’Europa e la linea contraria sull’ immigrazione rispetto a quella della Lega. Ma, diciamo, che l’amore tra le quattro componenti del governo non è mai scoppiato. Complice naturalmente la situazione italiana da marzo in poi. Il covid ha messo a dura prova l’Italia, gli italiani e anche i nostri governanti.


La pandemia mondiale

Al netto di tutti gli errori che sono stati fatti, e sono tanti, bisogna riconoscere che la situazione è stata di emergenza mondiale. Con il senno di poi è facile ragionare. Alcune decisioni, però, andavano prese sul ciglio del burrone, senza sapere che cosa sarebbe accaduto in seguito. Mentre ce la siamo cavata bene durante la prima ondata, nella seconda nel burrone ci siamo finiti. E nel burrone è finito anche il governo sul Recovery Fund. Le indiscrezioni parlano addirittura di un capo dello Stato che chiede tempo ad un leader di partito per fermare le dimissioni di due ministri.


Come sarà il nuovo governo?

Ciò che conta è il nuovo governo. Sarà un Conte III? Molto probabile. Entrerebbero Boschi e Rosato di Iv, quindi l’ex premier raddoppierebbe i ministeri anche se giura di non volere poltrone. Si parla di un patto di legislatura. Dopo l’approvazione del Recovery si studierebbe un compromesso sul Mes. I Cinquestelle sanno che non possono non trattare. Se salta tutto sdltano anche loro e, dai sondaggi, sono quelli che hanno più da perdere. Conte ha le mani legate. Se vuole rimanere al suo posto deve accettare ogni tipo di compromesso.


Le posizioni di maggioranza e opposizione

Non siamo "alle battute finali del governo, tanto meno del dialogo col Pd o con Leu e se parliamo nel merito dei temi non vedo perché il confronto non dovrebbe continuare anche con Iv". Ha detto in un'intervista a 'Il Messaggero' il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora. Il governo "si è trovato a rispondere a un'emergenza inimmaginabile, sia sanitaria che economica. Ci siamo riusciti grazie a un lavoro di squadra che va difeso e proseguito. I numeri della campagna vaccinale dimostrano che la risposta è stata rapida ed efficace, ma c'è ancora molto da fare per la ripresa" spiega. Dall’opposizione la linea è chiara. "La situazione sta diventando insostenibile e inaccettabile. Se non sono in grado di governare e stare insieme abbiano almeno la dignità di dimettersi immediatamente. In gioco non c’é il futuro di un partito della maggioranza, ma quello di famiglie e imprese".


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