Il Napoli è Campione d'Italia: gli uomini di Conte battono il Cagliari 2-0 e conquistano il quarto scudetto della storia dei partenopei

Il Napoli è Campione d'Italia: gli uomini di Conte battono il Cagliari 2-0 e conquistano il quarto scudetto della storia dei partenopei

Il Napoli è Campione d'Italia: gli uomini di Conte battono il Cagliari 2-0 e conquistano il quarto scudetto della storia dei partenopei Photo Credit: agenziafotogramma.it


Un doppio match, quello di Napoli-Cagliari e Como-Inter, che ha portato con sè il giusto pathos: un risultato mai scontato, che solo i colpi da maestro di McTominay e Lukaku hanno messo in cassaforte

La cavalcata del campionato di Serie A 2024/2025 si è conclusa con un finale al cardiopalma. Quasi un copione, la sceneggiatura di un thriller in grado di tenere con il fiato sospeso fino alla fine. E l’ultima giornata delle due squadre in cima al campionato, Napoli e Inter, non ha mancato di riservare imprevisti e ribaltamenti della situazione.

Prima di scendere in campo Napoli e Inter erano distanziate di un solo punto. Lo stesso che c’era prima dei rispettivi impegni precedenti, il Parma per il Napoli e la Lazio per l’Inter nella penultima di campionato. Una situazione inalterata che ha tenuto le rispettive tifoserie in una sorta di limbo, una perenne attesa che si consumasse il confronto a distanza.

Un confronto che alla fine c’è stato e, se vogliamo, ha rispettato i pronostici della vigilia. Il Napoli ospitava il Cagliari, salvo e (idealmente) senza obbiettivi per cui combattere. Per quanto invece il campo abbia mostrato il contrario. L’Inter andava in casa del Como, una delle rivelazioni di questo campionato. Il fischio d’inizio sincronizzato delle 20.45 ha dato il via all’ultimo atto di una sfida lunga 38 giornate.


NAPOLI-CAGLIARI E COMO-INTER, I MOMENTI SALIENTI

A Napoli il Cagliari teneva botta, non ne voleva sapere di capitolare. Non era una passerella e i fuochi d’artificio della notte avranno turbato magari il sonno, ma non la voglia di combattere della squadra sarda. Intanto da Como le notizie non erano delle più incoraggianti, con l’Inter che al 20’ si portava in vantaggio con De Vrij. I tentativi dei partenopei non mancano, con un vero e proprio assedio portato nell’area di rigore dei rossoblu. I diciotto tiri totali e gli otto calci d’angolo registrati al termine della partita ne sono una prova lampante.

Ma serve un lampo del “solito” McTominay al 42’, imbeccato su cross da Politano, a sbloccare la situazione in favore dei padroni di casa. E non senza un coefficiente di difficoltà elevato, vista la sforbiciata in cui si è prodotto, nonostante la marcatura strettissima del difensore. Si va negli spogliatoi quindi sull’1-0 e con la distanza sull’Inter (che al termine del primo tempo è in superiorità numerica per l’espulsione di Reina nel Como) che è ripristinata.

Nella ripresa il sigillo finale arriva al 51’, con uno straripante Lukaku che, dalla trequarti avversaria, resiste a due difensori arrivando davanti al portiere e insaccando di giustezza con un diagonale precisissimo. Il resto è storia, con l’Inter che a sua volta raddoppia con Correa nello stesso minuto. Una rete amara, visto che non sposta gli equilibri: la corsa del Napoli verso lo scudetto è una formalità che dura altri trentanove minuti più recupero. Poi è il momento che la città possa fare festa.



SCUDETTO NAPOLI: COSA FARÀ CONTE?

Una festa che, ovviamente, è l’eco di quanto avviene in campo e sugli spalti. Vincere a casa propria, davanti ai propri tifosi, e all’ultimo atto di un campionato difficile quanto quello di quest’anno ha un sapore diverso. Il quarto scudetto del Napoli arriva “a sorpresa”, con sudore, lotta e sacrifici. Uno scudetto che Antonio Conte dedica ai suoi tifosi, come dimostrano le immagini che vedono il mister dei partenopei gridarlo sotto la curva dello Stadio Diego Armando Maradona.

La domanda che ora sarà all’ordine del giorno all’ombra del Vesuvio è una: quale sarà il futuro di Conte? Raggiunto dai microfoni di DAZN, il Presidente Aurelio De Laurentiis non si sbilancia: "Conte resta? Mai dire mai. Gli allenatori hanno una loro personalità che va rispettata e non bisogna mai, secondo me, obbligarli anche se esistono dei contratti di ferro. Napoli merita rispetto. E se uno vuole mettersi a disposizione "welcome". Siamo tutti pronti a seguirlo come un condottiero perché mi farebbe piacere se l'anno prossimo si cimentasse con la Champions".

Un futuro tutto da scrivere quindi, godendosi il presente in due parole: quarto scudetto.


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