L'affido della bimba down abbatte un muro

L'affido della bimba down abbatte un muro

L'affido della bimba down abbatte un muro


Il punto su RTL 102.5 di Fulvio Giuliani

La decisione è saggia e certamente ponderata. La storia bella e importante. Aver concesso l'affido di una bimba affetta da sindrome di Down a un single, abbatte un muro e apre uno spiraglio, in una strada dolorosa e complessa. Quella delle adozioni, che al momento vede esclusi donne e uomini, che non abbiano un compagno. E' innanzitutto una storia d'amore e massimo altruismo. Un donarsi, senza condizioni e senza paura. Si badi, nessuno - è la mia opinione - può ergersi a fustigatore delle sette coppie, che hanno detto di No all'affido della piccola.
Non se la sentivano e vanno capiti. Emettere giudizi, senza sapere e conoscere, sarebbe frettoloso e ingiusto. Se non ipocrita. Di certo, quest'uomo, che si è fatto avanti, merita solidarietà e il plauso di tutta una comunità. Di più, però, meriterebbe appoggi concreti, servizi e strutture dedicate. Come tutti i genitori di bimbi speciali. Nessuno può capire e forse neppure lontanamente immaginare cosa possa significare, nell'Italia del terzo millennio, crescere dei piccoli con esigenze straordinarie.

Nel nostro Paese, quelle differenze sociali e di opportunità economiche, che sono tornate a crescere in generale, con i bimbi affetti dalle più diverse patologie diventano voragini. Una famiglia, che non abbia una buona disponibilità economica, rischia di vivere un calvario. Non è in discussione, qui, la straordinaria disponibilità e spesso abnegazione del personale delle strutture pubbliche, ma la loro insufficienza. Avremmo bisogno di più donne e uomini, più mezzi, più disponibilità, per aiutare le mamme e papà e i loro bimbi speciali a vivere e crescere, nelle migliori condizioni possibili. La storia della piccola di Napoli può essere un'occasione straordinaria di dibattito e presa di coscienza. Parlarne, parlarne sempre di più è il primo passo: per aiutare tutti a vincere vergogne e imbarazzi e considerare quei bambini figli di tutti. Non è vuoto buonismo, è un'esigenza di civiltà.

Detto da un papà di un pupo immensamente fortunato, che ogni tanto non può evitare di fermarsi a pensare a chi aspetterà mesi, per una parola o un passo in più. Felici di ciò che per tanti genitori come me è scontato, al più una questione di tempo.

Grazie, allora, a quel single senza paura e alla piccola, per ogni volta che una mamma e un papà proveranno gratitudine, per l'inestimabile valore della salute dei propri figli. E sentiranno di dover far qualcosa, per chi ha bisogno di sostegno e aiuto concreto.

www.fulviogiuliani.com


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