La mamma della piccola Elena racconta: “Come se qualcuno si fosse impadronito di me”

15 giugno 2022, ore 12:36 , agg. alle 14:15

Tutto è accaduto mentre la figlia guardava la tv, dopo l’asilo. L'accusa è di omicidio volontario pluriaggravato. Da chiarire il movente

"Quando ho colpito Elena avevo una forza che non ho mai percepito prima. Non ricordo la reazione della bambina mentre la colpivo, forse era ferma, ho un ricordo annebbiato": sono queste le parole con cui Martina Patti, 23 anni, ha raccontato agli inquirenti di aver ucciso la figlia, 5 anni appena, a Tremestieri Etneo, in provincia di Catania. Un caso che ha ferito un Paese intero, incredulo di fronte all’ennesima storia di un genitore che colpisce il suo bambino.


IL DELITTO DOPO IL RIENTRO DALL’ASILO

L'ho portata a casa dall'asilo, Elena ha voluto mangiare un budino poi ha guardato i cartoni animati dal mio cellulare" dice ancora Martina Patti, come raccontato dal Corriere della Sera. ”Dovevamo andare ad un compleanno, Elena era contenta”. Ma a quella festa non sono mai arrivate. Secondo gli inquirenti, la mamma ha colpito la bimba al collo e alla schiena con un coltello da cucina, non ancora rinvenuto. Poi l’occultamento del corpo, nascosto in sacchi della spazzatura e lasciato nelle campagna di Mascalucia, alle pendici dell’Etna, nella zona in cui la ragazza viveva insieme al papà di Elena prima della separazione. La mamma ha detto di aver agito da sola.


UN MOVENTE ANCORA DA CHIARIRE

Sul perché del suo gesto, Martina Patti non ha fornito spiegazioni. Ha detto di non ricordare pienamente e di aver agito "come se non fosse lei, come se avesse avuto una forza sovrannaturale alla quale non ha potuto resistere e non c'è stato un pensiero che l'ha potuta frenare”, come racconta il suo Avvocato, Gabriele Celesti. Secondo la procura, a muovere la donna, potrebbe essere stata una forma di gelosia nei confronti della nuova compagna dell’ex convivente, a cui la piccola Elena dimostrava di essersi affezionata.


LA MAMMA É IN STATO DI FERMO

I particolari restano ancora da chiarire, ma intanto la donna è in stato di fermo con l’accusa di omicidio premeditato pluriaggravato e occultamento di cadavere. Contestato anche il reato di false informazioni al pubblico ministero, per aver inscenato, nelle prime ore, il rapimento della bambina da parte di tre uomini incappucciati. Un racconto che da subito era sembrato incongruente ed era stato poi smentito dalle immagini delle telecamere di sorveglianza fuori dalla scuola della piccola Elena. Davanti all’evidenza e alle pressioni degli investigatori, la confessione.


La mamma della piccola Elena racconta: “Come se qualcuno si fosse impadronito di me”

DA MASCALUCIA, IL PENSIERO DI UNA COMUNITÀ

Intanto non si dà pace un’intera comunità. Poco fa, nel campo in cui è stata ritrovata Elena, qualcuno ha voluto lasciare un cuscino a forma di cuore, una bambolina di pezza e dei garofani. Insieme ad un biglietto: "Non so perché la tua mamma ha deciso di farti questo. Anch'io sono mamma e amo mia figlia più di qualsiasi cosa al mondo. Non pensare che non ti abbia amato perchè andare via con questo ricordo è terribile. Non si può perdonare ma si può cercare di capire che malgrado tutto sei stata amata".


Tags: Catania, Elena, Mamma, Martina Patti, Mascalucia

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