La Treccani festeggia Caterina Caselli e 60 anni di “Nessuno mi può giudicare “
La Treccani festeggia Caterina Caselli e 60 anni di “Nessuno mi può giudicare “ Photo Credit: ANSA/Alessandro Di Marco / Z63
26 gennaio 2026, ore 08:00
Una voce nell'Enciclopedia della Musica Contemporanea appena uscita celebra la cantante, produttrice discografica
Era il 27 gennaio 1966 e una giovanissima Caterina Caselli, appena ventenne, esordì al Festival di Sanremo con il brano “Nessuno mi può giudicare”. Oggi, sessant’anni dopo, l'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani la festeggia dedicandole una voce nell'Enciclopedia della Musica Contemporanea, appena pubblicata. L’ennesima consacrazione per un brano destinato diventare uno dei capisaldi della musica italiana. Quel Sanremo lo vinse Domenico Modugno con “Dio, come ti amo”, mentre “Nessuno mi può giudicare” si classificò al secondo posto. Ma il successo fu travolgente, tanto che divenne un enorme successo commerciale, rimanendo in vetta alle classifiche per 11 settimane consecutive. Oltre alla musica, colpì i telespettatori anche il look della cantante, soprattutto l’acconciatura ideata dai celebri parrucchieri milanesi Vergottini, che le valse il soprannome di Casco d'Oro.
Una successo, una carriera
Le cronache dell’epoca riportano che “Nessuno mi può giudicare” sarebbe stata scritta per Adriano Celentano, ma che grazie a Caterina Caselli, il brano si trasformò immediatamente in un musicarello, un film musicale incentrato appunto su un cantante. Stessa sorte toccata ad un'altra canzone interpretata dalla cantante modenese: “Perdono”, con la quale vinse, sempre nel 1966, Il Festivalbar. Casco d'Oro tornò a Sanremo l'anno seguente proponendo, in coppia con Sonny & Cher, “Il cammino di ogni speranza”, seguito da un altro musicarello. Nel 1967 ecco un’altra hit con cui Caterina Caselli scalò la Hit parare: “Sono bugiarda”.
Produttrice discografica
Il successo per Caterina Caselli proseguì anche nel 1968 con il trionfo al Cantagiro con “Il volto della vita”, poi con “Insieme a te non ci sto più”. Negli anni ’70 seguirono altri successi e la decisione, nel 1975 di abbandonare la carriera di cantante e dedicarsi all'attività di talent scout e produttrice discografica. La sua prima etichetta si chiamava Ascolto, poi arrivò la Sugar. Anche in questo ruolo, Caterina Caselli ha dimostrato di avere intuito. Grazie a lei sono stati lanciati alcuni tra i nomi più significativi della musica italiana degli ultimi decenni. Tra questi ci sono l’indimenticato Pierangelo Bertoli, gli Area, Andrea Bocelli, Elisa, i Negramaro, gli Avion Travel, Malika Ayane, Madame e Sangiovanni. Nel 1990, sempre come produttrice, ottenne il successo internazionale con “Un'estate italiana”, interpretata da Edoardo bennato e Gianna Nannni, fu la sigla dei Campionati mondiali di calcio di Italia 90.



