Laura Boldrini a RTL 102.5: “Meloni non è garanzia per le donne. Taglio parlamentari? Non sono d'accordo"

18 settembre 2022, ore 09:20

Laura Boldrini, candidata per il Partito democratico e già presidente della Camera, è stata ospite questa mattina di RTL 102.5 in Non Stop News con Barbara Sala, Enrico Galletti, Luigi Santarelli e Antonio Sica

LA CAMPAGNA ELETTORALE

Non avremmo voluto essere in campagna elettorale, purtroppo ci sono state delle forze politiche come M5S, Lega e Forza Italia che hanno deciso di non dare la fiducia al governo Draghi in un momento in cui l’Italia si trova a fronteggiare problemi enormi. Ci troviamo a fare una campagna elettorale di fretta, ed è tutta segnata da questo problema enorme che grava su famiglie e aziende, quindi fa sorridere il fatto che chi ha negato la fiducia al governo Draghi chieda oggi a Draghi di fare i miracoli e mi riferisco in particolare a Salvini. Un atteggiamento irresponsabile nei confronti del Paese. Adesso bisogna cercare di fare in modo che gli italiani facciano una scelta giusta. Quello che conta per l’Italia è che continui ad essere un Paese influente in Europa e che non venga trascinato in un ambito irrilevante come quello a cui fanno riferimento Meloni e Salvini”.

LO SCOSTAMENTO DI BILANCIO

Gli aiuti dati bastano e sono coerenti con il momento che stiamo vivendo? “Il governo fin qui ha stanziato oltre cinquanta miliardi per mitigare la gravità della situazione, quindi anche il peso delle bollette. Se non ci fossero stati questi cinquanta miliardi le bollette sarebbero state assai più alte, chiaro che non basta. Bisogna capire come intervenire senza andare a caricare di ulteriore debito le future generazioni. Adesso bisogna cercare di operare a livello europeo per realizzare il tetto al prezzo del gas. Il PD ha fatto delle proposte molto chiare su questo: mettere il tetto al prezzo delle bollette disaccoppiando il costo dell’energia che viene da fonti pulite da quella che viene da gas, per fare in modo che si abbassi il prezzo dell’energia proveniente da fonti pulite. Il contratto di luce sociale, il raddoppio del greggio di imposta per le imprese e anche fare questo piano nazionale di risparmio energetico con più facilitazioni per le rinnovabili, dobbiamo arrivare ad essere autosufficienti. Non possiamo immaginare di essere ricattati magari da altri Paesi, perché adesso vogliamo liberarci dalla dipendenza russa ma non vogliamo passare dalla padella alla brace".

IL TAGLIO DEI PARLAMENTARI

Giusto ridurre i parlamentari? “Mi fate questa domanda da ex presidente della Camera e non posso che dirvi che non è stata una buona legge. Personalmente non ero d’accordo con questo taglio perché trovo che la rappresentanza sia essenziale per la salute della democrazia. Tagliare il numero dei parlamentari vuol dire oggi mettere l‘Italia tra i Paesi in cui ci sono meno parlamentari per numero di rappresentati. Siamo passati oggi ad essere tra i Paesi con il minor numero di parlamentari rispetto alla popolazione, secondo me questo non è un buon segno perché la rappresentanza è democrazia e la democrazia ha un costo. Spendere in democrazia, in modo oculato, comunque non è qualcosa di biasimevole, quindi quella narrazione contro le istituzioni secondo me ha prodotto enormi danni. Spero che questa fase in cui le persone guardano con ostilità le istituzioni passi, perché le istituzioni vanno migliorate ma è anche vero che vanno anche rafforzate altrimenti si crea un clima di totale sfiducia e un Paese sfiduciato verso le istituzioni non ha futuro”.

IL TEMA DELL’ABORTO E GIORGIA MELONI

Penso che avere Giorgia Meloni non sia una garanzia per le donne o che le condizioni di vita delle donne verranno migliorate. La Meloni non si è mai occupata dell’affermazione dei diritti delle donne, mai di valorizzarle e di abbattere i pregiudizi ai danni delle donne. Credere che questa possa essere una conquista per le donne è un errore, uno specchietto per le allodole”.
L’aborto. “Penso che la legge 194 sia una legge che dobbiamo preservare perché prima di quella legge le ragazze e donne italiane o facevano l’aborto clandestino perché era un reato in Italia o andavano all’estero. Nelle regioni in cui governa Fratelli d’Italia la pillola abortiva non viene distribuita nei consultori e siccome andare in ospedale a fare l’aborto è pressoché impossibile perché i medici sono quasi tutto obiettori, se non si consente neanche la distribuzione della pillola nei consultori di fatto si impedisce alle donne di poter esercitare un diritto previsto per legge e anche confermato da un referendum. Gli ospedali dovrebbero garantire comunque anche la presenza di medici non obiettori e nel Lazio, ad esempio, il presidente Zingaretti ha fatto un concorso per medici non obiettori per riuscire a superare il problema. In più si impedisce, nonostante le linee guida del Ministero della Salute dicano che debba essere fatto, nelle Marche si rifiutano di dare la pillola nei consultori, e in questo modo si azzera la possibilità delle donne di fare l’interruzione di gravidanza”.


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