Leonardo: lo spazio e la difesa a firma italiana. Presentazione del Piano industriale 2026

Leonardo: lo spazio e la difesa a firma italiana. Presentazione del Piano industriale 2026

Leonardo: lo spazio e la difesa a firma italiana. Presentazione del Piano industriale 2026


Lo stato dell’arte tecnologico, la flessibilità dei sistemi e la sinergia con i partner. I prossimi 8 anni all’insegna della crescita e del progresso all’avanguardia. Le prospettive e i risultati negli anni della guerra

I tempi lo richiedono sempre di più. Qualcuno l’ha chiamata ‘la terza guerra mondiale a pezzi’, di fatto i conflitti nel mondo aumentano e assumono forme modalità inedite. L’obiettivo di Leonardo è prevedere e anticipare risposte nell’ottica di preservare e rendere più sicuro il nostro spazio vitale.


LA PRESENTAZIONE

Gate 2028, nel cuore di Roma, un hub tecnologico polifunzionale a firma Leonardo, ha ospitato la presentazione del Piano Industriale 2026. L’azienda italiana, leader nella difesa e aerospazio, sceglie di rappresentarsi anche attraverso l’ambiente che ospita la conferenza: scenica, tecnologica, di sicuro impatto per chi vi partecipa. Il relatore è anche l’Amministratore Delegato, Roberto Cingolani, che svela gli obiettivi per l’anno in corso, i risultati raggiunti e il futuro che attende il gruppo, con un occhio attento anche alla sostenibilità. Con la traiettoria nettamente puntata su cybersicurezza, supercalcolo e intelligenza artificiale, che costituiscono -spiega Cingolani- la spina dorsale della rotta futura, Leonardo presenta anche l’aggiornamento al 2030 che prevede ordini con un ritmo di crescita media annua da qui a fine piano del 6,1%, e ricavi in incremento del 9% annuo.


LA CUPOLA DI MICHELANGELO

La visione dell’amministrazione Cingolani trasforma il gruppo in un organismo unico e complesso, una “one company” multinazionale in grado di intercettare, tracciare e neutralizzare tutte le nuove minacce, convenzionali e non. Il Michelangelo Dome, gioiello dell’azienda, è la piattaforma multidominio che rappresenta come tutti gli asset possano collaborare per valorizzare la sinergia di tutti i domini (aria, terra, mare, spazio e cyber) e che potrà beneficiare di 21 miliardi di euro nel prossimo decennio, di cui 6 miliardi tra 2026 e 2030.


LE PAROLE DI CINGOLANI

Abbiamo realizzato tutto quello che avevamo pianificato nel primo piano industriale, oltre ogni previsione. Disponiamo di tutte le piattaforme, dal dominio terrestre a quello spaziale, navale, aereo. Abbiamo investito molto sul digitale, l’AI e la cybersecurity - spiega l’ad del gruppo Roberto Cingolani -. Oggi possiamo contare su un vantaggio competitivo che vantano in pochi e siamo in grado di sviluppare prodotti e soluzioni per rispondere alle minacce future. Il nuovo Piano Industriale definisce la traiettoria del gruppo al 2030, guardando ad un maggiore consolidamento del ruolo di player high-tech della sicurezza globale”.


CAPITALI UMANI

Focus anche sul capitale umano del futuro, sempre più giovane e digitale. Gli attuali 67 mila dipendenti diventeranno 75 mila nel 2030, saranno in gran parte ingegneri specializzati in sistemi e intelligenza artificiale, tra i 24 e 34 anni. Perché il futuro resta umano e in grado di controllare le macchine e il proprio destino.


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