Lia Levi a RTL 120.5: «Sento molto da vicino il dolore di Liliana Segre ma io non credo che l’olocausto sarà dimenticato»

Lia Levi a RTL 120.5: «Sento molto da vicino il dolore di Liliana Segre ma io non credo che l’olocausto sarà dimenticato»

Lia Levi a RTL 120.5: «Sento molto da vicino il dolore di Liliana Segre ma io non credo che l’olocausto sarà dimenticato»


Nel corso di Non Stop News con Enrico Galletti, Giusi Legrenzi e Massimo Lo Nigro, è intervenuta la scrittrice Lia Levi per presentare “Tutto quello che non avevo capito. Una bambina e basta cresce”, il suo nuovo libro.

Domani, 27 gennaio, è la Giornata della Memoria. Ospite di RTL 102.5, Lia Levi, testimone della tragedia. Sulla scia del best seller “Una Bambina e Basta”, in cui Lia Levi racconta gli orrori della guerra, la scrittrice ritorna in libreria con “Tutto quello che non avevo capito. Una bambina e basta cresce”, un nuovo capitolo della storia di quella bambina e il tentativo di ritornare ad una vita normale in un’Italia distrutta dalla guerra. «In questo libro racconto una cosa positiva, la liberazione, e una cosa negativa, l’aspettativa, purtroppo sbagliata, di tornare ad una vita normale nell’Italia distrutta del dopoguerra. Ci sono molte cose politiche ma anche tante cose psicologiche, dove la giustizia si mescola con l’ingiustizia e bisogna fare i conti con la propria etica personale», racconta Lia Levi. «Oggi, a 91 anni, penso che ci sia ancora qualcosa di quella bambina. Quando ero bambino amavo molto leggere e oggi, quando scrivo le mie storie, ripenso a quella bambina e a ciò che avrebbe amato leggere e su cui si sarebbe soffermata. Ho scelto inconsapevolmente questo processo», continua. Nel corso di Non Stop News, Lia Levi risponde alle parole della senatrice Liliana Segre che ha avanzato l’ipotesi che negli anni a venire la Shoah possa essere dimenticata e ridotta a poche righe dei libri di storia: «Sento molto da vicino il dolore di Liliana Segre ma io non credo che l’Olocausto sarà dimenticato. Ogni giorno incontro tanti giovani e mi accorgo che non devo più spiegare loro ciò che è accaduto perché già lo sanno, conoscono la storia. Non voglio fare buonismo ma non penso assolutamente che tutto ciò sia destinato a sparire perché è una ferita alla civiltà».



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