Lucca, monossido di carbonio uccide un'intera famiglia. Indagini sulla caldaia

Lucca, monossido di carbonio uccide un'intera famiglia. Indagini sulla caldaia

Lucca, monossido di carbonio uccide un'intera famiglia. Indagini sulla caldaia Photo Credit: ANSA


4 persone, padre, madre e i 2 figli, sono morti a causa delle esalazioni tossiche, probabilmente derivanti da una caldaia difettosa. La famiglia albanese si era trasferita nella casa da pochi mesi

Le forze dell’ordine li hanno trovati morti nella cameretta della ragazzina. La figlia era sdraiata sul letto gli altri a terra. La giovane è stata probabilmente la prima a sentirsi male. La tragedia è avventa a Porcari, nel lucchese. La causa, su cui stanno indagando gli inquirenti, una fuga di monossido di carbonio dalla caldaia difettosa. La famiglia Kola, di origine albanese, era composta da padre Arti di 48 anni, madre Jonida di 42, casalinga, e due figli Hajdar, elettricista, di 22 e Xhesika, studentessa di 15 anni, e proprio il figlio maggiore, prima di morire è riuscito a fare una chiamata ai soccorsi. i Kola si erano trasferiti da non molto nell’appartamento su 3 piani, ed era stato lo stesso padre, operaio di professione, ad occuparsi della ristrutturazione.

LE INDAGINI

Gli inquirenti, che hanno disposto il sequestro dell’abitazione, stanno verificando se la caldaia, che si trova dentro l’abitazione, che è nuova, sia a norma e se sia stata sottoposta ai controlli di legge. I soccorritori entrati nella casa ieri sere si sono sentiti male per le esalazioni tossiche. Uno zio, tra i primi ad intervenire in loco con le forze dell’ordine, è attualmente ricoverato a Pisa i gravi condizioni

LA TESTIMONIANZA DEL VICINO

"Quando sono andato a sentire se ci fosse stato o meno il battito" cardiaco "fino a quel momento c'era". A dirlo, parlando in un video con Repubblica, è Ernest Cela, uno dei vicini di casa della famiglia. Il giovane è entrato nell'abitazione con i carabinieri insieme a suo padre e al fratello del capofamiglia, attorno alle 21,30. "Siamo saliti al secondo piano dove abbiamo visto i quattro corpi svenuti per terra. In quel momento sono andato subito a sentire se ci fosse stato o meno il battito, fino a quel momento c'era. Poi lo zio è svenuto". Quindi, prosegue nel racconto, "a un certo punto inizia anche a me a girare la testa insieme a mio padre e ai due carabinieri con cui siamo entrati nell'abitazione. Allora lì abbiamo capito che c'era qualcosa nell'aria, un gas o qualcosa. Siamo tutti subito usciti". Sul posto sono poi arrivati vigili del fuoco e una prima ambulanza, "che mi ha soccorso, ma non sono saliti perché, a quanto hanno detto, non avevano il permesso".



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