Luciano Spalletti vicino alla panchina azzurra, ma c'è l'ostacolo De Laurentiis che esige il pagamento di una penale

Luciano Spalletti vicino alla panchina azzurra, ma c'è l'ostacolo De Laurentiis che esige il pagamento di una penale

Luciano Spalletti vicino alla panchina azzurra, ma c'è l'ostacolo De Laurentiis che esige il pagamento di una penale Photo Credit: agenziafotogramma.it


La Federcalcio ha fatto la sua scelta, ma per avere l'ex allenatore del Napoli resta un ostacolo di natura giuridico-economica. nel frattempo Mancini racconta la sua verità sull'addio alla Nazionale: "non sentivo più la fiducia di Gravina"

OSTACOLO DE LAURENTIIS


C'è soltanto Aurelio De Laurentiis tra Luciano Spalletti e la panchina della Nazionale. Non che sia un ostacolo da poco, il presidente del Napoli - quando si impunta, specie sui soldi- sa essere un osso duro. Rivolgiamo il nastro e torniamo alla decisione di Spalletti di lasciare il Napoli dopo la conquista dello scudetto. De Laurentiis non ha gradito e nell'accettare le dimissioni dell'allenatore gli ha fatto firmare una clausola: se Luciano avesse voluto sedere sulla panchina di un'altra squadra nella stagione 2023-2024 avrebbe dovuto pagargli una penale di 2.800.000 €. Si chiama clausola anticoncorrenziale, viene prevista per evitare che un professionista appena andato via possa subito trasformarsi in un avversario. La Federazione Italiana Giuoco Calcio fa però notare che la nazionale non è un club e che in nessun modo può essere considerata una concorrente del Napoli. Ma De Laurentiis tira dritto, i soldi li vuole comunque e senza sconti. In queste ore le diplomazie sono al lavoro nel tentativo di ammorbidire la posizione del presidente dei partenopei, che però almeno per il momento ha alzato un muro. Gli esperti del settore fanno peraltro notare che la questione non è tra De Laurentiis e la FIGC, ma tra De Laurentiis e Spalletti. Insomma, una specie di ripicca: "Te ne sei voluto andare? Ora vuoi la nazionale? Allora paga". La sensazione è che da via Allegri vogliano comunque puntare sull'allenatore di Certaldo, sfidando anche la clausola imposta da De Laurentiis. Si pensa di nominarlo commissario tecnico ed eventualmente andare in tribunale per dirimere la questione economica con il Napoli. L'intenzione è di fare in fretta, anche perché il 9 settembre l'Italia dovrà scendere in campo per le qualificazioni al prossimo europeo. In tutto questo sullo sfondo resta Antonio Conte: non è corretto definirlo piano B, è semplicemente una pista alternativa; l'allenatore salentino, che in nazionale ci è già stato, ha dato la sua disponibilità e ora attende sviluppi, rispettando l'idea della federazione di puntare prima di tutto su Spalletti.

LA VERITA' DI ROBERTO MANCINI

Roberto Mancini ha raccontato intanto la sua versione dei fatti. Lo ha fatto concedendo interviste ad alcuni quotidiani. Dalle sue parole si percepisce chiaramente che non ha gradito la riorganizzazione del suo staff. Il commissario tecnico dimissionario ha rivelato di aver sentito venire meno la fiducia del presidente federale Gabriele Gravina. "Non si è mai visto un presidente che cambia lo staff dell'allenatore" si è sfogato Mancini, che ha vissuto come un attacco alla sua persona l'allontanamento di suoi collaboratori storici come Evani, Salsano, Lombardo. "Gravina non vedeva l'ora di mandarmi via, se avesse voluto avrebbe potuto trattenermi, io ho aspettato segnali che però non sono arrivati" ha aggiunto l'ex allenatore di Inter, Lazio, Fiorentina, Manchester City, Galatasaray. Roberto non ha negato che dall' Arabia Saudita siano arrivate offerte importanti, ma ha slegato le due questioni: il malessere azzurro c'era e non dipendeva da distrazioni esterne, tanto più che anche in passato erano arrivate ricche proposte, che però non erano state prese in considerazione dal commissario tecnico.in tutto questo non è da escludere che nelle prossime settimane, o al massimo nel giro di qualche mese, le sirene arabe facciano breccia nell'allenatore, che per il momento si rilassa sull'isola greca di Mykonos nel tentativo di superare la delusione per un'avventura iniziata trionfalmente con la conquista dell'Europeo, ma finita male con la mancata qualificazione ai mondiali e il divorzio.  


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