Netanyahu avverte l’Iran, se ci attacca gli faremo male

Netanyahu avverte l’Iran,  se ci attacca gli faremo male

Netanyahu avverte l’Iran, se ci attacca gli faremo male


Il primo ministro ha accusato Teheran di essere dietro il massacro del 7 ottobre

"Ho detto chiaramente alla comunità internazionale che non ci sarà cessate il fuoco a Gaza senza il ritorno degli ostaggi". Così Netanyahu che ha gelato i tentativi di una nuova mediazione. Il primo ministro è tornato a puntare il dito contro l’Iran: “E dietro gli attacchi del 7 ottobre. Siamo pronti, in difesa e in attacco, a qualsiasi tentativo di colpire Israele da qualsiasi luogo”, ha aggiunto Netanyahu, riferendosi alla rappresaglia annunciata da Teheran dopo il raid contro il consolato iraniano a Damasco. “Israele agisce contro l'Iran e i suoi alleati sia in modo difensivo che offensivo. Sapremo come difenderci e agiremo secondo un principio semplice: chiunque ci faccia del male o abbia intenzione di farci del male, noi gli faremo del male", queste le parole del capo di governo. Sul fronte interno, in merito all’ondata di proteste che ha portato ieri sera oltre 100mila persone in piazza nella sola Tel Aviv, per chiedere nuove elezioni e la liberazione degli ostaggi, il premier ha lanciato un appello all’unità. “Siamo vicini alla vittoria a Gaza” ha dichiarato, chiedendo al Paese di non dividersi. L’offensiva israeliana, intanto, è entrata in una nuova fase, che prevede operazioni mirate, i soldati si sono ritirati dall’area di Khan Yunis nel sud della Striscia. Netanyahu ha ribadito che vuole completare l’eliminazione di Hamas a Rafah, al confine con l’Egitto. Dall’Iran nuove minacce. Un alto funzionario  ha dichiarato che nessuna delle ambasciate israeliane nel mondo è più sicura, dopo l'attacco attribuito a Israele al consolato iraniano a Damasco del primo aprile. Per il quale Teheran ha minacciato ritorsioni.



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