Haiti, notte di sangue, ucciso il presidente Moise, grave la First Lady Martine, il Paese rischia il caos

07 luglio 2021, ore 15:56 , agg. alle 18:36

Il primo ministro, Claude Joseph, ha assunto i poteri del capo dello Stato, condannando l’azione messa in atto, presumibilmente, da mercenari

Notte di sangue ad Haiti. Un gruppo di persone armate ha preso d’assalto la residenza del Presidente, Jovenel Moise, che è stato brutalmente ucciso nella sua abitazione di Port-au-Prince attorno all’1 locale, le 7 in Italia. In gravi condizioni la moglie, la First Lady Martine, sarà portata all'estero per essere curata. 



Ucciso il presidente di Haiti, assume i poteri il premier Joseph

Il primo ministro, Claude Joseph, ha assunto la conduzione del Paese, condannando l’azione bollata come disumana e barbara, che sarebbe stata messa in atto da non meglio precisati "elementi stranieri". E’ stata immediatamente convocata una riunione del consiglio di sicurezza, ha fatto sapere il reggente Clause Joseph, specificando che ora l’esercito sarà chiamato a far rispettare l’ordine nel Paese. Tutta la popolazione haitiana, inoltre, è stata invitata a mantenere la calma. 


Il mandato del primo ministro, che sta gestendo la crisi,  era in scadenza

Il premier, ora al potere, avrebbe dovuto essere sostituito dal presidente, Jovenel Moise, proprio questa settimana, a soli tre mesi dall’assunzione della carica governativa. Il capo di Stato assassinato nella notte, infatti, aveva nominato un nuovo primo ministro, Ariel Henry, per preparare il Paese alle elezioni che avrebbero portato il 26 settembre allo svolgimento di un referendum costituzionale e all'elezione di un presidente e di un nuovo parlamento. La Costituzione attualmente in vigore a Haiti, però, redatta nel 1987 dopo la caduta della dittatura di Duvalier, vieta qualsiasi consultazione popolare volta a modificare la Costituzione mediante referendum.


Un assalto "ben organizzato",  utilizzati droni e armi di grosso calibro

Il portale di notizie InfoHaiti.net riferisce che gli assalitori avrebbero affermato di essere agenti della Dea statunitense, un’agenzia federale facente capo al Dipartimento della giustizia che combatte il traffico di sostanze stupefacenti. Un funzionario del governo haitiano, invece, ha categoricamente smentito queste notizie, parlando di mercenari. Testimoni oculari hanno raccontato di aver visto un gruppo di uomini aggirarsi nell’area della residenza presidenziale, in tuta mimetica. Non solo. Hanno parlato di spari provenienti da armi di grosso calibro e di aver visto volare dei droni sopra l’edificio. Secondo il giornale statunitense “The Miami Herald” l’uccisione del capo dello Stato farà cadere Haiti nel caos.



Chi era il presidente ammazzato nella notte a Port-au-Prince

Jovenel Moise, che aveva 53 anni, si era insediato al potere nel 2017, e dal gennaio 2020 governava per decreto e senza la presenza di un Parlamento. Da associazioni politiche, sociali e religiose era stato accusato di aver creato ad Haiti una crisi politica e costituzionale, grazie all’impiego di bande armate attive sul territorio, il cui compito era quello di sostenere il suo potere. L'ambasciata americana nella capitale Port-au-Prince oggi resterà chiusa per motivi di sicurezza.


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