Prosegue l'attacco di Tel Aviv in Cisgiordania, l'ONU chiede la fine delle operazioni israeliane

Prosegue l'attacco di Tel Aviv in Cisgiordania, l'ONU chiede la fine delle operazioni israeliane

Prosegue l'attacco di Tel Aviv in Cisgiordania, l'ONU chiede la fine delle operazioni israeliane Photo Credit: agenziafotogramma.it


Israele sostiene di agire per prevenire attentati sul suo territorio, ma la comunità internazionale invita alla prudenza. Ma la tensione sale: Hamas minaccia azioni

CACCIA AI TERRORISTI

L’attacco israeliano in Cisgiordania prosegue. L’esercito di Tel Aviv ha annunciato l’uccisione di cinque palestinesi, ritenuti terroristi; si nascondevano in una moschea a Tulkarem. Tra loro c’era anche Muhammad Jaber, noto come Abu Shajaa, che le organizzazioni di sicurezza israeliane accusano di aver pianificato molti attacchi terroristici, tra cui una sparatoria a giugno in cui un israeliano è rimasto ucciso. Un altro presunto terrorista è stato arrestato, è Muhammad Kasas, considerato un membro di alto livello dell'ala militare del gruppo terroristico della Jihad islamica palestinese.

ESCALATION PERICOLOSA

Già ieri una operazione su vasta scala aveva portato morte e distruzione a Jenin, dove è tenuto sotto assedio anche l’ospedale. Queste operazioni contribuiscono a far salire ulteriormente la tensione: l’Autorità Nazionale Palestinese parla di “escalation terribile e pericolosa”. Hamas chiede ai suoi adepti la ripresa degli attentati suicidi. Il governo israeliano motiva questa operazione come atto preventivo, come accaduto già qualche giorno fa in Libano. A far scattare la scintilla un mancato attentato in Israele pianificato per lo scorso 18 agosto, non andato a segno per un detonatore bloccato: questo avrebbe convinto Netanyahu ad alzare ulteriormente il livello dello scontro.

INVITO ALLA PRUDENZA

La comunità internazionale – ancora una volta- invita Israele alla prudenza. Non che gli appelli precedenti abbiano sortito chissà quale effetto. Gli Stati Uniti chiedono a Netanyahu di adottare misure per proteggere i civili in Cisgiordania. Dall’Unione Europea l’alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell chiede di sanzionare i ministri del governo di Tel Aviv, perché “hanno lanciato messaggi d’odio e incitazioni a commettere crimini di guerra”. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres chiede la fine immediata degli attacchi israeliani, condannando fermamente la perdita di vite umane, che non risparmia nemmeno i bambini.


APPELLI INASCOLTATI

Anche questa volta Israele non raccoglie gli inviti e continua ad andare dritto per la sua strada. L’inviato israeliano all’ONU Danny Danon ha respinto accuse e appelli e ha affermato: “Lo Stato di Israele non starà a guardare e ad aspettare scene di autobus e caffè che esplodono nei centri urbani. Le operazioni dell'IDF in Giudea e Samaria hanno un obiettivo chiaro: prevenire il terrorismo iraniano per procura che danneggerebbe i civili israeliani".

PICCOLA TREGUA

Tra tanta tensione un piccolo spiraglio: a Gaza informalmente è stata dichiarata una piccola tregua per consentire alla popolazione di vaccinarsi contro la poliomielite. Lo ha annunciato il segretario di Stato Americano Antony Blinken. Messaggio di approvazione anche dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. L'ufficio del primo ministro israeliano, pur confermando tra le righe un accordo, nega di aver autorizzato una tregua. Non sia mai che si pensi a un gesto di umanità.



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