Sabato 16 ottobre 1943: la retata del ghetto di Roma. Il ricordo di Meloni e Segre

Sabato 16 ottobre 1943: la retata del ghetto di Roma. Il ricordo di Meloni e Segre

Sabato 16 ottobre 1943: la retata del ghetto di Roma. Il ricordo di Meloni e Segre Photo Credit: agenzia fotogramma


Ottantuno anni fa il ghetto ebraico fu rastrellato dai nazisti con la complicità dei fascisti. Furono deportate 1259 persone. I sopravvissuti furono 16.

DI CASA IN CASA

Erano le 5 e mezza del mattino quel sabato 16 ottobre del 1943. Trecento soldati tedeschi e venti agenti della polizia italiana iniziarono il rastrellamento del ghetto nel centro di Roma, di fianco al Teatro di Marcello, non lontano dal Campidoglio e dai Fori Imperiali. Si cercavano cittadini di origine ebraica: nazisti e fascisti entrarono nelle case, sfondarono le porte quando non venivano aperte e portarono via tutti compresi donne bambini e ammalati.

DEPORTATI AD AUSHWITZ

Quel giorno furono catturate 1259 persone, di cui 207 bimbi. Dopo due giorni di detenzione, gli ebrei vennero caricati su un treno che li deportò dalla stazione Tiburtina in Polonia, nei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau. Il viaggio durò 4 giorni, stipati in condizioni non sopportabili, su vagoni merci. Furono 1020 gli ebrei provenienti da Roma e destinati ad Auschwitz. In 820 furono mandati direttamente nelle camere a gas. 196 vennero invece destinati ai lavori forzati. Alla fine della guerra tornarono in Italia soltanto in 16, di cui una sola donna, Settima Spizzichini, e nessun bambino.

IL MESSAGGIO DI GIORGIA MELONI

Quel giorno è ricordato dalla comunità ebraica come il sabato nero. E oggi, dopo 81 anni, il ricordo si rinnova con una serie di celebrazioni. La presidente del consiglio Giorgia Meloni ha diramato una nota in cui ha scritto: “Il 16 ottobre di ottantuno anni fa Roma è stata teatro di uno degli atti criminali più feroci commessi in Italia. All'alba i nazisti, con la complicità fascista, scatenarono una feroce caccia all'uomo e strapparono dalle loro case 1259 innocenti per deportarli nei campi di sterminio. Uomini, donne, anziani e bambini. Nessuno venne risparmiato, e solo in 16 fecero ritorno. Primo Levi diceva: ‘Se comprendere è impossibile conoscere è necessario’. Parole che indicano, ancora oggi, la strada da seguire per mantenere viva la memoria di ciò che è successo e per rinnovare il nostro impegno contro l'odio antisemita, che ha trovato nuova linfa dopo la disumana aggressione perpetrata da Hamas il 7 ottobre 2023 contro il popolo israeliano. In questa giornata, il Governo rivolge la sua vicinanza alla Comunità Ebraica di Roma, ai famigliari e ai discendenti dei deportati".

IL RICORDO DI LILIANA SEGRE

Anche Liliana Segre ha voluto ricordare il rastrellamento nel ghetto: “Non appartenendo a Roma, il 16 ottobre 1943 non l'ho vissuto direttamente ma i miei zii sì, me l'hanno raccontato. Fa parte delle storie di famiglia non allegre". La senatrice Segre era presente a Palazzo Madama ed è stata applaudita dopo il minuto di silenzio osservato in Senato in memoria delle vittime. Dal mondo della politica messaggi bipartisan per ricordare e condannare l’accaduto. La retata di Roma fu il più consistente rastrellamento di ebrei in Italia.



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