Via libera dalla Federal Aviation Administration, sì ai passeggeri a bordo del Boeing 737 Max

18 novembre 2020, ore 18:00

Dopo 20 mesi di fermo a causa di due incidenti in volo, oggi la Federal Aviation Administration ha concesso l'autorizzazione al trasporto di passeggeri per il Boeing 737 Max, che così potrà riprendere i voli.

Il Boeing 737 Max potrà tornare a solcare i cieli trasportando nuovamente i passeggeri dopo che la Federal Aviation Administration si è espressa positivamente sul ritorno in funzione di questo tipo di aereomobile, che è fermo da marzo 2019 dopo due incidenti mortali costati la vita a 346 persone. Il processo per far tornare a bordo i passeggeri è durato molto più a lungo di quanto originariamente previsto ed è costato alla Boeing più di 20 miliardi di dollari, secondo quanto ha dichiarato il costruttore americano. Questi problemi, che pare fossero legati anche alla progettazione del 737 Max, hanno portato alla disdetta di diversi ordini nel mondo da parte delle compagnie aeree. Ora la situazione cambia e già dopo poche ore dalla decisione della Federal Aviation Administration, le azioni della Boeing sono salite del 5% nelle negoziazioni pre-mercato.


È solo il primo passo

La decisione della FAA non è che solo il primo passo per consentire a 59 compagnie aeree che già possiedono i 387 Max di farli tornare in cielo con i passeggeri. Prima dovranno essere effettuate tutte le modifiche necessarie e gli aeromobili dovranno passare una severa ispezione. Anche per i piloti è previsto un corso di addestramento aggiuntivo. Il processo per far tornare a volare i Boeing 737Max a pieno carico di passeggeri potrà durare tra le poche settimane ad alcuni mesi, a seconda della compagnia aerea. Al momento l'unica che ha in programma di utilizzare il 737 Max è American Airlines, tra Miami e New York, entro l'inizio di gennaio 2021. Le altre compagnie attendono e nutrono ancora dei dubbi, come Southwest che ha 34 di questi velivoli e che potrebbe farli tornare operativi sono nella primavera del 2021.


Gli incidenti

Il primo incidente che ha coinvolto un Boeing 737Max è stato quello del 29 ottobre 2018. Il volo JT610 dell’indonesiana Lion Airlines, precipitò pochi minuti dopo la partenza da Giacarta provocando la morte di 189 persone. Il secondo avvenne il 17 dicembre 2019. Anche il 737 Max della Ethiopian Airlines, con 157 persone a bordo, precipitò pochi minuti dopo il decollo. Dopo quello etiope, Boeing decise di lasciare a terra i suoi aerei, in via precauzionale, in attesa dei risultati delle inchieste.


Le indagini

Le inchieste avevano appurato che il ruolo centrale nei due disastri erano da attribuire al sistema Mcas (Maneuvering Characteristics Augmentation System), un sofisticato congegno che serve a evitare che l’aeroplano vada in stallo, ovvero che rimanga bloccato per più tempo nella medesima posizione. Il Mcas aveva costretto in modo improprio l'aereo ad abbassare il muso verso il basso, portando di conseguenza alle due tragedie. L'indagine doveva inizialmente essere completata entro l'autunno del 2019 ma è stata prolungata quando sono stati scoperti anche problemi legati alla sicurezza del cablaggio dell'aereo. L'inchiesta ha anche evidenziato come diversi dipendenti della Boeing esprimevano privatamente dubbi sull'affidabilità del 737 Max già in fase di progettazione iniziale. Un impiegato aveva descritto l'aereo come “progettato da pagliacci, che a loro volta sono sorvegliati da scimmie”.
Via libera dalla Federal Aviation Administration, sì ai passeggeri a bordo del Boeing 737 Max
Tags: Aerei, American Airlines, aviazione, Boeing 737 Max, incidenti aerei, Mcas, voli

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