17 marzo del 2013, Papa Francesco recitava il suo primo Angelus dopo l’elezione a Pontefice

17 marzo del 2013, Papa Francesco recitava il suo primo Angelus dopo l’elezione a Pontefice

17 marzo del 2013, Papa Francesco recitava il suo primo Angelus dopo l’elezione a Pontefice Photo Credit: foto agenzia fotogramma.it


Il testo del primo Angelus del Santo Padre conteneva un messaggio di misericordia e speranza al mondo

Il 17 marzo 2013, a soli quattro giorni dalla sua elezione a Papa, Jorge Mario Bergoglio si è affacciato per dalla finestra del Palazzo Apostolico per il suo primo Angelus. Rivolgendosi a una Piazza San Pietro gremita di fedeli, il santo Padre ha voluto condividere parole di profonda spiritualità e umanità che hanno colpito i cuori di milioni di persone in tutto il mondo. Oggi 17 marzo 2025, il mondo attende che Francesco si rimetta in salute, dopo la malattia che lo sta costringendo dallo scorso 14 febbraio al ricovero in Ospedale. Ma quel primo Angelus rimarrà nella memoria di tutti come un momento di grande umanità, di apertura verso il mondo, ma soprattutto di speranza e di invito alla misericordia, tema che ha segnato il suo pontificato.


Un Saluto Fraterno

Ma torniamo a quella domenica del 17 marzo 2013. Con un sorriso caloroso, Papa Francesco ha salutato le centinaia di persone presenti sulla Piazza San Pietro con un semplice ma significativo "Fratelli e sorelle, buongiorno!". Un saluto che nel tempo è diventato una costante in tutti i suoi interventi. Il Pontefice ha aperto il suo messaggio con un richiamo al senso di comunità. Era la prima volta nelle vesti di pontefice che parlava alla folla domenicale. Con un tono affettuoso e diretto stabilì da subito un legame forte con i fedeli. In quel preciso momento della sua vita, Papa Francesco sottolineò quanto fosse bello e importante per i cristiani incontrarsi la domenica, il "giorno del Signore", per pregare insieme, fare comunione, e ascoltare la Parola di Dio. "La piazza, grazie ai media, ha le dimensioni del mondo", ha detto Papa Francesco, dimostrando la sua consapevolezza del potere della comunicazione moderna.


Il tema della misericordia

Il cuore del suo primo Angelus è stato dedicato alla misericordia di Dio,. Tema questo che sarebbe diventato centrale nel pontificato di Papa Francesco. Prendendo spunto dal Vangelo di quella domenica, che narrava l'episodio della donna adultera (Giovanni 8,1-11), il Papa ha messo in luce la reazione di Gesù di fronte alla condanna della donna: "Neanche io ti condanno: va e d’ora in poi non peccare più". Papa Francesco ha invitato i fedeli a riflettere sulla pazienza infinita di Dio “che non si stanca mai di perdonare, anche quando noi ci stanchiamo di chiedere perdono”. “Il volto di Dio è quello di un padre misericordioso, che sempre ha pazienza”, ha detto, richiamando l'idea di un Dio che ci comprende, ci attende e ci perdona.


Spazio anche per i ricordi

In questo primo Angelus Bergoglio ha voluto condividere con la gente un piccolo aneddoto personale di quando era vescovo a Buenos Aires. Ha raccontato di un incontro con una donna anziana che si era avvicinata a lui per confessarsi, rivelando la profondità della saggezza popolare nel comprendere la misericordia di Dio. "Se il Signore non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe", aveva detto la donna. Quelle semplici parole sono rimaste impresse nella mente di Papa Francesco.


L’invito

Papa Francesco ha concluso il suo primo Angelus in Piazza San Pietro con un forte invito alla misericordia reciproca: "Anche noi impariamo ad essere misericordiosi con tutti", ha affermato, esortando i fedeli a seguire l'esempio di Dio e a coltivare l'amore e la comprensione nei confronti degli altri. Il Santo padre ha anche voluto ricordare la Madonna, che ha portato nel suo grembo la Misericordia di Dio fatta carne, invocando la sua intercessione. Infine, tornando sulla scelta del nome "Francesco", ha detto di essere stato ispirato dal patrono d'Italia: San Francesco d'Assisi. Il Papa ha sottolineando che è stato un richiamo al legame profondo con la terra italiana e alla missione di vivere il Vangelo nella semplicità e umiltà.



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