53enne corre 230 km senza dormire, si chiama Antonello Volpe ed è un ultramaratoneta cilentano

53enne corre 230 km senza dormire, si chiama Antonello Volpe ed è un ultramaratoneta cilentano

53enne corre 230 km senza dormire, si chiama Antonello Volpe ed è un ultramaratoneta cilentano Photo Credit: Foto di Th G da Pixabay


L'atleta Antonello Volpe si è aggiudicato il titolo di campione italiano di ultra-maratona, nella gara di 48 ore a Policoro, in provincia di Matera. Ha corso per 48 ore, senza fermarsi e dormire

Sembra incredibile pensare che la forza umana possa far percorrere a un uomo 230 km di corsa, senza fermarsi né tantomeno dormire, per 48 ore. E invece Antonello Volpe, anche se sembra trascendere dalla natura umana, lo ha fatto. Originario di Casal Velino e tesserato al Castellabate Runners, ha vinto l’ultra-maratona 48h del Pantaro, a Policoro in provincia Matera.

La dura preparazione

Ovviamente per percorrere quasi 300 chilometri no-stop è necessario un duro e costante allenamento, caratterizzato dalla severa disciplina che contraddistingue i veri campioni. Antonello Volpe, infatti, ha raggiunto più volte il gradino più alto del podio in numerose occasioni e nell’ultima ha persino ricevuto la medaglia di campione italiano di ultra-maratona Iuta (italian ultramarathon and trail association). Nonostante la sua età non sia più considerata quella di un giovane dal punto di vista atletico, si allena tutti i giorni e si concede solo un giorno di riposo alla settimana ma “Non esiste Natale, Capodanno, Ferragosto o qualche altra festività. Se c’è da allenarsi, si va in strada e si inizia a correre. Anche alla mia età”. Come ogni atleta che si rispetti, Antonello Volpe è molto attento all’alimentazione e al Corriere del Mezzogiorno ha precisato: “Mangio il giusto e seguo le indicazioni della dieta mediterranea. D’altra parte sono cilentano. Mai un eccesso, anzi tante rinunce a tavola. La mia è comunque una rigorosa vita da atleta. Poi il sonno è fondamentale per recuperare, dormo 5-6 ore a notte”. La sua routine è ben strutturata, precisa e calcolata. Corre all’incirca 600 chilometri al mese, tra le montagne del Cilento. La domenica, il giorno in cui è libero da impegni lavorativi, percorre ininterrottamente più di 100 chilometri per almeno 15 ore.


L’esperienza selvaggia in Brasile

Tra le tante gare, la più estrema che ha mai corso è stata quella di Brasil 135+: una delle sette ultra-maratone più dure al mondo denominate “Seven sister”. Ha corso per 41 ore 271 chilometri tra la giungla brasiliana, sotto la pioggia, soffrendo l’umidità e correndo vicino ad animali di ogni genere. Il detto “chi si ferma è perduto” non è mai stato così vero: in questa competizione non ci si può fermare per riposarsi o schiacciare un pisolino; chi lo fa è eliminato. Si può sostare per qualche minuto per cibarsi o prendere forze, ma non è concesso di più. Ed è esattamente quello che ha fatto l’ultra-maratoneta italiano, che si è classificato decimo su 200. E il cibo? ”Porto con me nello zainetto il Cilento”: all’interno le scorte preparate dalla moglie e della suocera. Volpe ha raggiunto il traguardo dopo aver consumato ben cinque paia di scarpe che non sono bastate a risparmiargli dolorosi vesciche, che ha dovuto ricucire chirurgicamente dopo aver terminato la gara. Una vera passione contraddistingue questo atleta, che per il desiderio di partecipare a queste assurde gare è disposto a pagare, come in questo caso, un’iscrizione di 850 dollari, ai quali si aggiungono le spese extra di voli e pernottamento. Perché come ha detto lui, “la passione non ha prezzo”.



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