Alberto Genovese resta in carcere, gli estratti delle chat, "chi le vuole quelle che non si drogano?"

25 febbraio 2021, ore 18:32 , agg. alle 10:50

Il giudice per le indagini preliminari di Milano ha respinto la richiesta di scarcerazione della difesa, e dalle chat emerge "profondo disprezzo per il valore della vita umana"

Alberto Genovese resta in carcere. I suoi legali avevano presentato un’istanza di scarcerazione e la richiesta per l’ex imprenditore di scontare la pena agli arresti domiciliari in una clinica in cui potersi disintossicare, 'Le betulle' di Como. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Milano ha respinto le richieste, inclusa quella che chiedeva una perizia per valutare la compatibilità di Genovese con il carcere: il servizio psicologico di San Vittore, si legge dagli atti, "non ha riscontrato nel soggetto nessuna patologia, anche legata all’uso di sostanze stupefacenti", se non dei sintomi di depressione; nulla però che impedisca la reclusione. Depressione che anche gli avvocati della difesa avevano fatto presente, evidenziando la possibilità che il loro assistito fosse a rischio suicidio.


Nuova richiesta di arresto

Altra presunta violenza a Ibiza

Per l’ex imprenditore è arrivata intanto intanto una nuova richiesta di arresto. Secondo l’accusa, Genovese, che è in carcere dallo scorso novembre per aver stordito con sostanze stupefacenti e violentato una ragazza diciottenne a Milano il 10 ottobre 2020, sarebbe stato protagonista di almeno un'altra violenza il 10 luglio dello scorso anno a danno di una ventitreenne sull’isola di Ibiza, in Spagna. All’episodio avrebbe partecipato anche la fidanzata dell’indagato, Sarah Borruso, anch’essa indagata seppure non destinataria di misure cautelari. La dinamica sarebbe stata la stessa contestata per i fatti di ‘terrazza sentimento’: i due avrebbero somministrato più volte alla vittima sostanze stupefacenti, tra cui cocaina e ketamina, per poi “condurla all’interno della loro camera da letto in stato di semi-incoscienza”.


Le parole del gip

Secondo l'ordinanza del giudice per le indagini preliminari di Milano allegata alla nuova richiesta di arresto nei suoi confronti, Genovese “ha manifestato una elevatissima spinta antisociale, nonché un disprezzo assoluto per il valore della vita umana, in maniera particolare per quella delle donne”. Se rimesso in libertà, prosegue il gip, “è da presumere che potrebbe compiere reati dello stesso tipo”.

Alberto Genovese resta in carcere, gli estratti delle chat, "chi le vuole quelle che non si drogano?"

Le chat 

"Ogni tanto mi vengono dei momenti di senso di colpa per cui prendo in considerazione di essere meno un animale". A scriverlo è lo stesso Genovese in una chat con un amico nell’aprile 2020. Parole secondo cui, scrive il gip Tommaso Perna, “si comprende quale sia l’intimo convincimento dell’imputato nei confronti del sesso e del genere femminile, per cui ha una totale mancanza di rispetto”. L’ex imprenditore, in carcere dal 6 novembre 2020, scriveva invece così ad un’amica lo scorso ottobre: “Ma chi le vuole quelle che non si drogano?” Messaggio a cui l’interlocutrice avrebbe risposto con una risata.

Tags: Alberto Genovese, Chat, Genovese

Share this story: