Bruxelles, dietrofront sulle linee guida “inclusive”. Ci si può augurare, di nuovo, buon Natale

Bruxelles, dietrofront sulle linee guida “inclusive”. Ci si può augurare, di nuovo, buon Natale

Bruxelles, dietrofront sulle linee guida “inclusive”. Ci si può augurare, di nuovo, buon Natale


“Union of equality“ è stato ritirato in meno di 24 ore dopo che il decalogo delle parole “giuste” nel segno del rispetto della diversità è stato investito da un’ondata di critiche

La Commissione europea ci ripensa e ritira le indicazioni per la comunicazione esterna e interna dell'Ue. "L'iniziativa delle linee guida aveva lo scopo di illustrare la diversità della cultura europea e di mostrare la natura inclusiva della Commissione. Tuttavia, la versione pubblicata delle linee guida non è funzionale a questo scopo. Non è un documento maturo e non va incontro ai nostri standard qualitativi. Quindi lo ritiro e lavoreremo ancora su questo documento" dichiara la commissaria Ue all'Uguaglianza Helena Dalli, supervisor delle raccomandazioni finite nella bufera. Ma cosa prevedeva questo decalogo linguistico? Meglio "buone feste" che "buon Natale". Via ogni riferimento di genere. Mai presumere l'orientamento sessuale di una persona. Non rivolgersi alla platea con il classico "signore e signori". Meglio non usare i nomi “Maria e Giovanni”. E tanto è bastato al centrodestra, ma non solo, per scavare la trincea. Anche a colpi di interrogazioni al Parlamento europeo.

LE REAZIONI POLITICHE

Polemiche e critiche, che lasciavano presagire una battaglia ferma contro l’“Union of equality“, si sono sciolte all’annuncio del ritiro. L'eurodeputato di Forza Italia Antonio Tajani ha twittato "Grazie anche all'azione di Forza Italia, la Commissione europea ritira le linee guida sul linguaggio inclusivo che chiedevano di togliere riferimenti a feste e a nomi cristiani. Viva il Natale! Viva l'Europa del buonsenso!". Una rivendicazione simile è giunta dalla presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni "La Commissione europea batte in ritirata e stralcia il documento interno che prevedeva l'eliminazione della parola 'Natale' perché considerata poco inclusiva. Abbiamo fermato la vulgata del politicamente corretto". Interviene anche Matteo Renzi "La Commissione Europea ha ammesso l'errore e ritirato il documento che suggeriva di non usare la parola 'Natale'. Bene così. Si trattava di un documento assurdo e sbagliato. Una comunità non ha paura delle proprie radici. E l'identità culturale è un valore, non una minaccia”.


UE, LINEE GUIDA ERANO PER USO INTERNO, NON AVEVANO VALORE LEGALE

"Non era un documento di natura legale, erano solo raccomandazioni per uso interno". Lo dice Eric Mamer, portavoce della Commissione Ue, rispondendo nel corso del briefing quotidiano ad una domanda sulle linee guida sulla comunicazione che hanno scatenato le polemiche in Italia in queste ore, soprattutto per quanto riguarda i riferimenti al Natale. "Il documento avrebbe dovuto essere interno. Lo scopo era quello di una comunicazione inclusiva, non era un documento supportato dal collegio dei commissari ma un testo stilato a un livello tecnico", aggiunge Christian Wigand, un altro portavoce dell'esecutivo europeo.


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