Calcio, Gravina, rischio stop della Serie A se giocatori positivi al Coronavirus

07 marzo 2020, ore 15:45

Il presidente della Figc ha parlato anche delle amichevoli dell'Italia contro Germania e Inghilterra

In un'intervista il presidente della Figc Gravina ha parlato della possibilità che si verifichi un caso di Coronavirus tra i calciatori della Serie A. "Dobbiamo essere realisti, c'è anche la possibilità, il rischio reale che qualcosa di questo tipo accada. Adotteremo in quelle circostante tutti i provvedimenti necessari per garantire prima la tutela dei nostri atleti e poi capire che cosa si può fare e che impatto può avere sulla competizione sportiva". Prendere in esame eventualmente anche l'ipotesi di sospendere il Campionato? "Non possiamo escludere nulla ne possiamo azzardare ipotesi che oggi non riusciamo ancora a prevedere", ha specificato Gravina.
Calcio, Gravina, rischio stop della Serie A se giocatori positivi al Coronavirus

Dubbi sulle amichevoli del 27 marzo e del 31 marzo 

Il presidente della Figc ha parlato anche delle amichevoli con Germania e Inghilterra che si terranno il 27 marzo e il 31 marzo. "Ho letto che l'amministrazione comunale di Norimberga chiederà alla Federazione tedesca di rinviare. In Inghilterra - invece - c'e' una disposizione di sottoporre gli italiani che arrivano ad una quarantena, mi auguro - ha affermato il presidente della Figc Gravina - che si possa comunque giocare rispettando anche qui il principio della salute di tutti i nostri tifosi ma comunque giocare almeno a porte chiuse". Il presidente Gravina ha parlato anche delle polemiche riguardo ai rinvii in settimana spiegando che i club di Serie A, dopo aver discusso animatamente in Lega Calcio, si sono diretti in Federazione per trovare un accordo. Chiusura sulle dichiarazioni del presidente della Juventus Agnelli che insiste su una Champions League che prescinda dai risultati sportivi per i club che hanno meno tradizione europea. Il presidente Gravina ha spiegato che la Federazione non può accettare una proposta del genere perché va contro i principi sui quali si fonda la competizione sportiva.​

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