Catherine Corcoran di Terrifier fa causa al regista Damien Leone e ai produttori del film cult horror

Catherine Corcoran di Terrifier fa causa al regista Damien Leone e ai produttori del film cult horror

Catherine Corcoran di Terrifier fa causa al regista Damien Leone e ai produttori del film cult horror Photo Credit: Da Instagram di @instacatherinec


L’attrice ha avviato un’azione giudiziaria contro il regista Damien Leone e le società di produzione

Dopo anni di successi al botteghino e l’ascesa di Terrifier a fenomeno del cinema horror indipendente, per il franchise arriva il primo scossone legale.

Catherine Corcoran, interprete di una delle scene più celebri e cruente del film del 2016, ha avviato un’azione giudiziaria contro il regista Damien Leone e le società di produzione. La causa, depositata domenica presso il tribunale federale della California, parla di violazione contrattuale e di diffusione non autorizzata di materiale a contenuto sessuale. Secondo gli avvocati dell’attrice, si tratterebbe di un caso “emblematico di giovani interpreti ingannati da produzioni a basso costo che promettono compensi e tutele mai realmente garantiti”.


CASO TERRIFIER, MANCATI PAGAMENTI

Tra gli imputati figurano anche il produttore Phil Falcone e la società Art the Clown, legata al regista. Nel documento presentato dai legali, Corcoran chiede un risarcimento per sette capi d’accusa, tra cui la distribuzione non consensuale di materiale esplicito, la frode e la mancata corresponsione delle royalties pattuite.

La denuncia ricostruisce le origini della collaborazione: l’attrice avrebbe accettato di lavorare al primo Terrifier con un compenso giornaliero minimo, a fronte della promessa di ricevere l’1% dei profitti derivanti dal film e dal futuro franchise, inclusi i guadagni da merchandising e licenze.

Senza la disponibilità di Catherine Corcoran a scommettere su questa produzione e ad attendere il suo compenso, la saga non sarebbe mai nata”, si legge nei documenti depositati. L’accordo, secondo quanto riportato, non sarebbe stato rispettato. Corcoran afferma di aver ricevuto pagamenti irregolari e inferiori alle somme dovute, per un totale di appena 1.816 dollari fino a metà 2024, mentre i guadagni del marchio Terrifier, tra sequel, eventi e prodotti derivati, avrebbero superato i 100 milioni di dollari.

Solo le royalties legate al merchandising ammonterebbero, secondo i suoi calcoli, a oltre 6.400 dollari.

SCARSE CONDIZIONI DI SICUREZZA

Il contenzioso tocca anche aspetti più delicati. La denuncia include accuse di riprese senza consenso e di mancata tutela sul set.

Durante la realizzazione della celebre scena in cui il suo personaggio viene appeso a testa in giù, Corcoran sarebbe rimasta in quella posizione per oltre dieci ore, a temperature gelide e con scarse condizioni di sicurezza.

La produzione, secondo l’attrice, non avrebbe ottenuto il consenso scritto previsto dal regolamento della Screen Actors Guild per le sequenze di nudo. Corcoran sostiene di aver chiesto di poter indossare della biancheria, ma che la scena sarebbe stata girata comunque in topless. Durante le pause, le sarebbe stata concessa soltanto una tavola di legno per distendersi e una coperta intrisa di sangue finto, che presto avrebbe perso ogni capacità di scaldarla.

Nei giorni successivi, l’attrice avrebbe accusato malori e ricevuto diagnosi di gonfiore cranico e danni a un timpano. La causa cita infine la vendita di materiali promozionali e di merchandising che riprodurrebbero l’immagine nuda dell’attrice senza autorizzazione né compenso.

LA RISPOSTA DEL LEGALE DEL CREATORE DELLA SAGA

Un legale che rappresenta Damien Leone ha risposto attraverso un comunicato all’Hollywood Reporter: “Damien e Phil respingono ogni accusa contenuta nella denuncia e sono pronti a difendersi in tribunale”.

Il caso, che coinvolge una delle saghe horror più redditizie degli ultimi anni, getta un’ombra sul dietro le quinte di un fenomeno nato come piccolo film indipendente e diventato, nel tempo, un marchio globale.



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