Controlli dei Nas in tutta Italia, trovate 238 strutture di ristorazione collettiva non conformi, molte nel settore ospedaliero
31 marzo 2026, ore 13:00
Le due situazioni più gravi in mense ospedaliere, una a Brescia l''altra a Napoli, trovate in gravi condizioni e infestate da insetti, a Catania sequestrati 60 kg di alimenti
Da sud a nord e ritorno, i Nas hanno compiuto accertamenti in tutta Italia, verificando 558 strutture di cui 525 operanti nel settore della ristorazione collettiva e 31 afferenti direttamente all’ambito sanitario. Gli accertamenti hanno evidenziato 238 strutture non conformi, pari al 42,7% del totale, confermando un livello di criticità significativo nel comparto, con oltre quattro strutture su dieci risultate non in linea con gli standard previsti Tra i casi più rilevanti, a Napoli e a Brescia, la sospensione immediata dell’attività di due mense ospedaliere entrambe trovate gravi condizioni igieniche, nonché infestate da insetti; a Salerno, il riscontro di contaminazione microbiologica (enterobatteri e coliformi) su ivassoi destinati alla distribuzione dei pasti, con conseguenti prescrizioni correttive; a Catania, la denuncia del responsabile della preparazione dei pasti e il sequestro di circa 60 kg di alimenti in stato di conservazione precario ; a Parma, l’accertamento di diffuse carenze igienico-strutturali nei locali di deposito bevande.
Il bilancio dei controlli
Le Irregolarità, alla fine dei conti sono state rilevate in 4 strutture su 10. I controlli dei Nas dei Carabinieri sono stati compiuti tra il 19 febbraio e il 22 marzo. Mancanze si sono registrate nel 42,7% dei casi, le principali hanno riguardato carenze igienico-sanitarie nei locali di preparazione e deposito degli alimenti, criticità strutturali e manutentive, inadeguata applicazione delle procedure di autocontrollo (HACCP), nonché irregolarità nella gestione e conservazione dei prodotti alimentari, con particolare attenzione alle diete speciali destinate a soggetti vulnerabili. Nel corso dei controlli sono stati adottati numerosi provvedimenti, tra cui sospensioni immediate delle attività in presenza di situazioni di rischio per la salute, interdizioni mirate di specifiche linee produttive, sanzioni amministrative, denunce all’Autorità Giudiziaria e sequestri di alimenti non idonei al consumo, oltre all’imposizione di numerose prescrizioni correttive a carico degli operatori.



