Dazi, da martedì stop alle tariffe. L'ira di Trump e le contromisure europee

Dazi, da martedì stop alle tariffe. L'ira di Trump e le contromisure europee

Dazi, da martedì stop alle tariffe. L'ira di Trump e le contromisure europee Photo Credit: ANSA


La Corte Suprema ha dichiarato illegali i dazi introdotti dal presidente degli Stati Uniti, ma Trump non si arrende. L'UE rimanda la ratifica dell'accordo raggiunto in Scozia. Negli USA, molti i repubblicani soddisfatti della decisione

Gli 'Usa Watchers' raccontano di ghigni soddisfatti anche sotto i baffi dei Repubblicani, dopo la sentenza della massima Corte americana.

L'INTERRUZIONE A BREVE

L'agenzia statunitense per la protezione delle dogane e delle frontiere (U.S. Customs and Border Protection) ha dichiarato che interromperà alle ore 00:01 locali di martedì (le 6.01 italiane) la riscossione dei dazi imposti ai sensi dell'International Emergency Economic Powers Act (Ieepa) dichiarati illegali dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. Lo riporta Reuters online. Dopo aver recepito la sentenza della Corte Suprema per la causa intentata da Victor Oween Schwartz, un piccolo imprenditore che commercia vini da tutto il mondo, che ha fatto causa alla Casa Bianca sostenendo che i dazi così imposti da Trump fossero illegali, arriva lo stop ufficiale dalle dogane statunitensi. E Schwartz ha vinto sfidando Washington.

I NUOVI DAZI

La preoccupazione è tutta nella reazione del presidente degli Stati Uniti, non conosciuto per la sua capacità di accettare sconfitte o rifiuti. Trump ha infatti risposto subito, annunciando che la sospensione della riscossione dei dazi Ieepa coinciderà con l'imposizione di un nuovo dazio globale del 15%, in base a una diversa autorità legale, in sostituzione di quelli annullati dalla Corte Suprema. Cosa esattamente comporterà la nuova introduzione non è ancora chiarissimo. Intanto, il Parlamento UE ha interrotto la discussione per ratificare l’accordo sui dazi stabilito in Scozia, che prevedeva tariffe al 15%. Le oscillazioni e le minacce di nuove prebende agita la plenaria europea, che ha scelto di rimandare la riunione ad altro momento.

I RIMBORSI

Intanto, l’interrogativo più stringente verte sul tema dei rimborsi. L'agenzia dogane Usa non ha fornito informazioni su possibili ristori per gli importatori che hanno pagato le tariffe sulle importazioni, e ha sottolineato che la sospensione non incide su altri dazi imposti da Trump, compresi quelli previsti dalla Sezione 232 dello Statuto sulla Sicurezza Nazionale e dalla Sezione 301 dello Statuto sulle Pratiche Commerciali Sleali. Comunque, il governo Usa potrebbe dover restituire alle imprese tutto quello che hanno incassato finora con i prodotti soggetti a dazi, una somma che potrebbe aggirarsi intorno ai 130 miliardi di dollari.

LA SODDISFAZIONE DEI REPUBBLICANI

La sentenza storica della Corte Suprema americana, che ha dichiarato i dazi di Trump illegali, ha riscosso un certo grado di soddisfazione anche nel patito del tycoon, che non ha mai completamente approvato la politica commerciale del Capo. E sarà anche l’avvicinarsi delle elezioni di midterm (prossimo novembre), i cui sondaggi sembrano essere piuttosto sfavorevoli ai conservatori americani, che avrà convinto alcuni a non protestare troppo contro la decisione del massimo tribunale degli Usa. Secondo un sondaggio pubblicato dal Washington Post, il 60% degli americani disapprova la politica di Trump. L’insoddisfazione parte dalle promesse non mantenute. La Golden Age sbandierata in campagna elettorale dal futuro presidente non è arrivata, anzi le politiche tariffarie, in molti casi, hanno contribuito ad aumentare il costo della vita, soprattutto alla base elettorale dell’ex immobiliarista newyorkese, ovvero alla quella media. Anche gli immigrati regolari negli States, che oggi guardano con molta preoccupazione alle azioni violente della polizia federale dell’ICE, e che hanno appoggiato Trump nelle elezioni del 2024, iniziano a voltare le spalle al presidente.



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