Elezioni in Francia: affluenza record. Fronte di Macron contro l'avanzata della destra

Elezioni in Francia: affluenza record. Fronte di Macron contro l'avanzata della destra

Elezioni in Francia: affluenza record. Fronte di Macron contro l'avanzata della destra Photo Credit: agenzia fotogramma


Domenica 30 giugno si sono svolte le elezioni legislative anticipate indette dal Presidente: Rassemblement National in vantaggio al primo turno

Domenica scorsa, gli elettori francesi sono stati chiamati a votare per il primo turno delle elezioni legislative anticipate, che definiranno la nuova formazione dell’Assemblea Nazionale francese ovvero della Camera bassa. I risultati sono abbastanza in linea con i sondaggi: Rassemblement National ha quasi raggiunto il 30% delle preferenze. Circa 9 milioni di aventi diritto hanno votato per il partito di estrema destra, un risultato storico. Ciò che maggiormente colpisce gli analisti sono i numeri più delle percentuali. L’affluenza raggiunge un record non scontato: hanno votato in 36 milioni circa. Nel 2017 fu il 48,7% degli aventi diritto a votare, nel 2022 il 47,5, e, a soli due anni di distanza, il 66%. I francesi iscritti alle liste sono chiamati a votare 577 deputati che resteranno in carica fino al 2029 (salvo nuove elezioni anticipate). 289 è la soglia della maggioranza assoluta dei seggi, se RN la raggiungerà con il secondo turno si verificherà una anomala coabitazione dell’estrema destra di Jordan Bardella come Primo Ministro a Matignon e Emmanuel Macron all’Eliseo.


ACCORDO SULLA 'DESISTENZA'

La mobilitazione degli altri gruppi parlamentari è stata immediata. Dopo le primissime dichiarazioni di Macron, uscito dalle urne con il 22% dei consensi, è partito l’invito alla costituzione di un “cordone sanitario” per arginare l’avanzata del gruppo lepenista. L’attuale Primo Ministro Gabriel Attal, facente parte del gruppo liberale del Presidente, ha dichiarato che i candidati del proprio schieramento che sono arrivati terzi e che si qualificano per il secondo turno, si ritireranno per favorire il candidato che si oppone al Rassemblement national ed in linea di massima aiuteranno quello del raggruppamento delle sinistre di Nouveau Front Populaire (NFP) -che ha raggiunto un significativo 28% dei consensi-. La discriminante potrebbe essere se l’alternativa facesse parte del gruppo dei più radicali del partito di estrema sinistra France insoumise di Jean-Luc Melenchon. Nel raggruppamento NFP convergono anche i più moderati di Place publique, il partito della stella emergente l’eurodeputato Raphael Glucksmann, a cui guardano con attenzione i macronisti per mettere in pratica quella che viene definita la “desistenza” che consiste nello scegliere di ritirarsi per ostacolare l’avversario facendo confluire i propri voti su un unico candidato.


IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA

La vittoria di Marine Le Pen e del suo delfino Bardella significherebbe un’alternativa a un modello sociale e culturale cui i partiti tradizionali, a prescindere dalle differenze di programmi, hanno sempre fatto riferimento. In gioco c’è quel carattere di universalità che conferisce uguali diritti e doveri a ogni cittadino. Bardella, in uno dei sui ultimi discorsi pubblici, aveva distinto i francesi che hanno anche un’altra nazionalità da quelli definiti “veri”. Secondo il candidato lepenista, i primi andrebbero esclusi dagli impieghi pubblici, di fatto creando una distinzione tra francesi uguali a tutti gli effetti e dividendoli in categorie di serie A e B. Questa differenziazione contravverrebbe all’«universalità» della Francia che è sempre stata la bandiera non negoziabile dai tempi della rivoluzione, il cui motto era ed è rimasto vivido nel DNA dei cittadini e delle istituzioni: libertè, egalitè, fraternitè! Ma a quanto pare, tali esternazioni non sono state sufficienti a fermare l’avanzata dell’onda blu di RN.


LA VITTORIA AL SECONDO TURNO

Per Rassemblement National la maggioranza assoluta è possibile ma non certa, molto dipenderà da quel che faranno gli altri partiti da qui al secondo turno di domenica 7 luglio, perché il RN è il primo partito con il 30% dei voti, ma a voler vedere il bicchiere mezzo vuoto questo significa che il 70% dei francesi ha votato contro, e se i rappresentanti di questi ultimi riescono a mettersi d’accordo, il trionfo vero, la conquista del Palazzo, potrebbe sfuggire un’altra volta.




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