Fase due, ministro D’Incà, ci fidiamo dei cittadini ma non del coronavirus, occorre massima prudenza

Fase due, ministro D’Incà, ci fidiamo dei cittadini ma non del coronavirus, occorre massima prudenza

Fase due, ministro D’Incà, ci fidiamo dei cittadini ma non del coronavirus, occorre massima prudenza


Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento ha ribadito le riaperture previste, in arrivo uno scostamento da 55 miliardi per il prossimo decreto e obiettivo reddito di emergenza, la casa dell’Italia resta l’Europa e l’alleanza atlantica

Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà è intervenuto su RTL 102.5 sulle misure illustrate ieri sera dal Premier Conte per la fase due, che allenterà il lockdown per la pandemia da coronavirus. D’Incà ha ricordato che in Italia ci sono ancora più di 100.000 casi positivi, oltre 26.000 morti in totale e ogni giorno più di 260 decessi. Ieri si è registrato il numero più basso dal 15 marzo. Occorre dunque massima attenzione riguardo alla pandemia e ai possibili nuovi picchi. “Per questo ci stiamo muovendo con i piedi di piombo, cercando di comprendere le necessità economiche del nostro Paese”. 

Le riaperture nella fase due 

Il ministro D’Incà ha ribadito che dal 4 maggio riapriranno i settori manifatturiero, edile pubblico e privato e del commercio all’ingrosso funzionale a manifattura ed edilizia. Dal 18 maggio ripartirà invece il commercio al dettaglio e, dal 1 giugno, bar, ristoranti e parrucchieri. Il Governo chiede ancora massima attenzione, il periodo storico che stiamo vivendo è comparabile soltanto con l’influenza Spagnola, che ebbe varie ondate in tre anni consecutivi. “Il nostro compito è poter arrivare finalmente ad un vaccino”, ha aggiunto il ministro, “dobbiamo sconfiggere questo coronavirus che ha prodotto decessi, malattie, preoccupazione e anche gravi danni economici”. 

Fiducia ai cittadini e scostamento da 55 miliardi per prossimo decreto 

Alcuni commentatori hanno evidenziato come ci fosse l’aspettativa di una maggior fiducia concessa dal premier Conte ai cittadini italiani e maggiori aperture. Il ministro D’Incà ha sottolineato che il Governo ripone moltissima fiducia nei cittadini, ma non si fida invece del virus. Essendo ancora presente nel nostro territorio occorre prudenza, nonostante sia ormai da 66 giorni che l’Italia vive questo incubo, ha detto il ministro. “Chiediamo ancora pazienza e, con molta umiltà, ancora qualche sacrificio; riteniamo che tra qualche anno guarderemo a questo periodo per aver sconfitto una malattia così grave e non sulla base di una settimana in più di lockdown”. Giovedì verrà fatto uno scostamento da 55 miliardi per il decreto di aprile, che si aggiungono ai 25 miliardi stanziati in precedenza. L’Inps ha erogato più di 3 milioni di singoli assegni, dai bonus babysitter ai 600 euro per le partite Iva. Nelle prossime giornate verrà erogata inoltre la cassa integrazione. 


Olimpiadi 2026 e la posizione internazionale dell’Italia

Il ministro D’Incà, bellunese, ha voluto ricordare le Olimpiadi del 2026 Milano-Cortina. “Stiamo facendo la legge olimpica all’interno del Parlamento, segno che crediamo nel futuro, mi auguro che possa essere un grande momento di rilancio”.  Per quanto riguarda la posizione internazionale dell’Italia, il ministro ha ribadito che siamo tra i fondatori dell’Unione Europea e stabilmente nella sfera atlantica. Allo stesso tempo sono fondamentali i rapporti commerciali con la Cina, con la sua enorme capacità di essere un Paese in crescita. “Non dimentichiamo infine l’Africa, continente giovane che sta crescendo in maniera forte”, ha aggiunto D’Incà

D’Incà: obiettivo è reddito di emergenza 

Un commento finale sul dibattito interno al Movimento 5 Stelle. Il ministro D’Incà ha ringraziato Vito Crimi per il grande equilibrio con cui sta legando le diverse anime del Movimento. “Ci siamo battuti per il reddito di cittadinanza, che sta aiutando milioni di famiglie italiane a non cadere nella povertà in un momento così grave”. Ora l’obiettivo è il reddito di emergenza, un aiuto ulteriore rivolto a chi non aveva accesso al reddito di cittadinanza e oggi si trova in grande difficoltà. Il ministro ha infine dichiarato di essere sempre in contatto con le opposizioni, l’Italia deve dimostrare di essere unita ed evitare “polemiche surreali” in Parlamento



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