Femminicidio di Federica Torzullo, ai nonni materni e al sindaco di Anguillara l'affidamento del figlio di 10 anni Photo Credit: Foto: Ansa/Angela Gennaro
28 gennaio 2026, ore 17:00
Le indagini proseguono, accertamenti sulla centralina dell'auto di Carlomagno. Sopralluogo anche nella ditta dell'uomo. Ancora nessuna traccia del coltello
Saranno i nonni materni a crescere il bambino di 10 anni di Federica Torzullo, la donna uccisa a coltellate dal compagno Claudio Carlomagno ad Anguillara Sabazia. Il Tribunale dei minori di Roma ha anche confermato l’affidamento al sindaco Angelo Pizzigallo, in qualità di tutore. L’alternativa sarebbe stata una casa famiglia, ma avrebbe causato un'ulteriore sofferenza al bambino, che in pochi giorni ha perso la mamma uccisa dal padre, ora in carcere, ed ha affrontato anche il suicidio dei nonni paterni. Oggi intanto nuovo sopralluogo degli inquirenti nella villetta del femminicidio, focus in particolare sulla centralina dell’auto, potrebbe rivelare anche la presenza di eventuali complici dell’omicida, attraverso l’aggancio di celle telefoniche. La sorella della vittima, Stefania Torzullo, ha chiesto di poter incontrare Carlomagno in carcere, contestando la versione dell’uomo secondo cui Federica voleva escluderlo nella relazione con il figlio.
LE INDAGINI
Nuovi accertamenti tecnico-scientifici sono scattati, questa mattina, all’interno della villetta dove vivevano Federica Torzullo e Claudio Carlomagno ad Anguillara Sabazia, e dove sono parcheggiate entrambe le auto di famiglia. Quella dell’uomo è nuova e molto tecnologica, quindi ci si aspettano risposte importanti non solo sugli spostamenti, fin dalle prime ore del 9 gennaio scorso, ma anche per “capire se ci sono altri dispositivi che hanno avuto un comportamento, definito 'pattern', similare, uguale” spiega Federico Zorzi, perito della famiglia Torzullo. Questo è dirimente, ha aggiunto, per capire se Carlomagno ha avuto eventuali complici. Nel frattempo ancora non si trova il coltello che l’uomo avrebbe utilizzato per uccidere sua moglie e che lo stesso avrebbe gettato lungo la statale braccianese in zona Osteria Nuova, come aveva ammesso nell'interrogatorio di convalida del fermo lo scorso 21 gennaio. Sopralluogo, nel pomeriggio, anche nella ditta dell'uomo, dove era stato analizzato uno dei mezzi dell'azienda e nei cui paraggi era stato trovato, a circa due metri di profondità, il corpo di Federica.
LA BORSA DI STUDIO AL FIGLIO
Per ora è una proposta, quella di istituire una borsa di studio al figlio di Federica Torzullo che i sindacati hanno rivolto a Poste Italiane. Insieme a una panchina rossa a lei dedicata. Un gesto simbolico, spiegano i segretari di Uil Poste Lazio e Slc Cgil, Stefano Angelini e Stefano Cardinali- perchè rimanga traccia della donna, della lavoratrice, della mamma ma anche un gesto concreto per cercare di sostenere e aiutare un minimo quel bimbo il cui trauma rimarrà purtroppo indelebile".



