Festa del cinema di Roma, Lynch/Oz è un documentario intenso sulla meravigliosa affinità tra Il mago di Oz e l'opera di David Lynch

Festa del cinema di Roma, Lynch/Oz è un documentario intenso sulla meravigliosa affinità tra Il mago di Oz e l'opera di David Lynch

Festa del cinema di Roma, Lynch/Oz è un documentario intenso sulla meravigliosa affinità tra Il mago di Oz e l'opera di David Lynch


Presentato Fuori concorso nella sezione Freestyle, il nuovo documentario diretto Alexandre O. Philippe è una analisi profonda e molto illuminante che i cinefili non possono perdere

Al via oggi la terza giornata della Festa del cinema di Roma che ci accompagnerà fino a domenica 23 ottobre e che continua a regalarci dei prodotti audiovisivi di tutto rispetto. Nella giornata di ieri, oltre ai primi due episodi della seconda stagione di Romulus e i primi film del concorso Progressive Cinema - Visioni per il mondo di domani, è stata la volta di Lynch/Oz, un documentario molto atteso diretto da un regista che non è nuovo a questo tipo di operazioni. Perché Alexandre O. Philippe è stato già autore di docufilm come Doc of the Dead , The People vs. George Lucas e 78/52 realizzato nel 2017 e totalmente incentrato sulla famosa scena della doccia di Psycho diretto da Alfred Hitchcock.


Lynch/Oz, la trama del docufilm

Diviso in 6 capitoli narrati da diverse voci, Lynch/Oz è un'esplorazione varia, immensa e rivelatrice dello straordinario corpus di opere di David Lynch attraverso la lente della sua più grande influenza, quella de Il mago di Oz. Si riflette con le immagini più emblematiche della sua filmografia, che dialogano teorie, interpretazioni e analisi definitive e puntuali.


IL MAGO DI OZ, UN OPERA FONDATIVA

Lynch/Oz non è solo un documentario. Iniziamo col dire che forse sarebbe più appropriata la definizione più felice di Film saggio, ossia quel tipo di pellicole identificabili per l’uso della voce fuori campo che guida lo spettatore attraverso riflessioni più o meno collegate alle immagini e che colloca in primo piano la figura dell’autore e la sua autorialità.

Il nuovo lavoro di Alexandre O. Philippe è innanzitutto un viaggio nel mito e nella storia americana che si fonde con il racconto dell'ossessione quasi maniacale che Lynch ha sempre avuto nei confronti del film del 1939 Il mago di Oz diretto da Victor Fleming. Anzi, dopo un ora e quaranta di film si ha la sensazione che il film tratto dal romanzo di Lyman Frank Baum abbia ispirato molti cineasti e che la sua traccia sia rintracciabile nella maggior parte dei film americani degli anni 70 e 80. Lynch/Oz è la manna dal cielo per tutti i cinefili incalliti e per tutti gli estimatori dell'opera del regista di Velluto Blu, Mulholland Drive e Strade Perdute. Forse un pò eccessivo quando si lancia in interpretazioni quasi esoteriche, ma nel complesso risulta comunque molto lucido ed illuminante (e a tratti divertente).



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