Fondazione Open, Matteo Renzi si difende attaccando

27 novembre 2019, ore 20:00 , agg. alle 20:39

Nel mirino dell’ex premier finiscono i magistrati: “Feriscono la democrazia”, ma dai 5S Di Maio insiste: “Serve una Commissione d’inchiesta”

“Chi decide oggi che cosa è un partito? La politica o la magistratura? Su questo punto si gioca una sfida decisiva per la democrazia italiana”. Così, con al centro l’inchiesta sulla fondazione Open, Matteo Renzi torna all’attacco della magistratura. “Chiameremo in causa tutti i livelli istituzionali per sapere se i partiti sono quelli previsti dall’articolo 49 della Costituzione o quelli decisi da due magistrati fiorentini”, continua l’ex premier. Il leader di Italia Viva poi incalza e fa un riferimento alle perquisizioni disposte il 26 novembre dalla magistratura, in varie città d’Italia: “Perquisire a casa e in azienda, all’alba, persone non indagate che hanno dato lecitamente contributi alla fondazione Open è un atto senza precedenti nella storia del finanziamento alla politica. I finanziamenti alla fondazione sono tutti regolarmente tracciati: trasparenza totale!”. Infine, torna sull’operato dei magistrati: “Due giudici fiorentini decidono che Open non è una fondazione ma un partito. E quindi cambiano le regole in modo retroattivo. Aprendo indagini per finanziamento illecito ai partiti! Ma come? Se era una fondazione, come può essere finanziamento illecito a un partito?”. Però il leader M5S Luigi Di Maio rilancia: “Dobbiamo fare chiarezza. Serve subito una commissione d’inchiesta sui fondi ai partiti, inclusi associazioni, fondazioni, movimenti... Tutti ci dobbiamo sottoporre a questa commissione d’inchiesta”. “Faremo in modo - assicura Di Maio - che il Parlamento possa discutere una legge per l’istituzione della commissione d’inchiesta sui fondi ai partiti e faremo in modo di portarla a casa il prima possibile”.
Fondazione Open, Matteo Renzi si difende attaccando

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