Giampietro Ingrassia: "Un omaggio in TV dedicato a mio padre? Mi piacerebbe"

05 dicembre 2022, ore 18:00

Il figlio del grande Ciccio Ingrassia, scomparso nel 2003, ospite di RTL 102.5 News racconta il nuovo impegno a teatro e svela un sogno nel cassetto

Il teatro ha sofferto tantissimo in questi due anni di Pandemia. Ma il teatro, adesso, sta riprendendo in mano quello che ha perso: la propria identità e quel valore, unico, che ha sempre avuto nel tempo. "Il teatro è la vera vittima di questa Pandemia", tuona in radiovisione su RTL 102.5 News Giampiero Ingrassia, figlio del grande e indimenticabile Ciccio Ingrassia.

Nei giorni scorsi la SIAE ha pubblicato il “Rapporto sullo Spettacolo e lo Sport 2021” con i risultati finali del crash Covid. Sul sito SIAE si legge testualmente: "I dati definitivi relativi all’anno 2021 confermano le gravi conseguenze della Pandemia, con un numero totale di spettatori calato dai 306 milioni del 2019 agli 84 milioni del 2021 e con la spesa al botteghino crollata dai 2,7 miliardi di euro del 2019 agli 870 milioni di euro nel 2021. Complessivamente, rispetto all’anno ultimo di normalità pre-Covid (il 2019), gli indicatori del 2021 evidenziano un calo del 72% degli spettatori e del 78% della spesa". Un vero e proprio grido d'allarme.

Adesso, però, è arrivato il momento di ripartire. Ed è proprio per questo motivo che Giampiero Ingrassia, uno degli attori più amati di sempre, è entusiasta per la ripresa degli spettacoli a teatro. "Finalmente siamo tornati, finalmente stiamo ricominciando a recitare", dice in radiovisione su RTL 102.5 News.

VORREI OMAGGIARE MIO PADRE IN TELEVISIONE

Ingrassia, però, potrebbe tornare in tv per omaggiare suo padre Ciccio, scomparso nel 2003. "Mi sentirei un po' in soggezione ad interpretare mio padre, anche se non vi nascondo che so bene della somiglianza con lui. Vorrei, se dovessimo parla di omaggio, scrivere una fiction su papà un po' come ha fatto Luca Manfredi per il grande Nino", continua Ingrassia.

TUTTO SULLO SPETTACOLO A TEATRO CON TOSCA D'AQUINO

Dal 20 gennaio al 2 aprile andrà in scena “Amori e sapori nelle cucine del Gattopardo” di Roberto Cavosi con Tosca D’Aquino, Giampiero Ingrassia, Giancarlo Ratti, Tommaso D’Alia, Rossella Pugliese e Francesco Godina, regia di Nadia Baldi.

Nato da un’idea di Simona Celi, lo spettacolo è prodotto da La Contrada Teatro Stabile di Trieste e Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina, le scene sono di Luigi Ferrigno, i costumi di Carlo Poggioli e le musiche di Ivo Parlati.

Cosa accade nelle cucine di Palazzo Ponteleone mentre nei lussuosi saloni soprastanti si consuma il famoso ballo narrato ne “Il Gattopardo”? È presto detto: volano le portate, si azzuffano i cuochi, si tirano padelle ma soprattutto si svelano amori impensabili, crudeli e meravigliosi conditi da tutti quei santi e profani profumi tipici della cucina siciliana. Teresa, la cuoca, in gioventù è stata la prostituta prediletta nientedimeno che di Don Fabrizio Salina, il Gattopardo. Il loro fu un amore tanto intenso quanto impossibile. Un amore che incendiò un’estate dove lei era la sua “sirena”. Ma è da allora, da vent’anni, che non si vedono e lei lo aspetta, sperando che la degni almeno di un saluto. Il suo cuore è gonfio e la sua anima chiusa in un inconfessabile segreto. Un segreto che Monsù Gaston, il cuoco mandato in aiuto dei Ponteleone dallo stesso Don Fabrizio, non tarderà a scoprire: Carlo, il figlio ventenne di Teresa è figlio del Principe di Salina. Un figlio di cui il Principe non sa assolutamente nulla. “La cucina del Gattopardo” tra succulenti litigi, ricatti, ironia, sarcasmo ed umorismo si dipana attraverso lo scontro di Teresa e Monsù Gaston. Uno invidioso dell’altra, non si accontentano di gareggiare nel preparare i piatti migliori, ma vogliono avere anche l’esclusiva dell’amore di Don Fabrizio. A condire ulteriormente questa commedia dalle tinte speziate e dal sapore pieno ed appagante di una cassata ecco il "menù" degli altri personaggi. Come piccanti antipasti: Rita e Peppe, giovani aiutanti cuochi totalmente inesperti d'amore ma incredibilmente vogliosi di "sperimentarlo" quanto prima.

Tra i golosi primi appare il maggiordomo Culicchia, innamorato pazzo di Teresa al punto di chiederle la mano, senza però trovare soddisfazione ai suoi bollenti spiriti. Come prelibato secondo il già citato Carlo: un ragazzo che per la prima volta scopre di avere un padre che oltretutto è un Principe. Un testo nel quale pietanze e sentimenti si mescolano ad arte in quel caleidoscopico mondo fatto di languore ed erotismo.


Giampietro Ingrassia: "Un omaggio in TV dedicato a mio padre? Mi piacerebbe"
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