Giro d’Italia: crono a Tirana, città di contraddizioni che guarda al futuro

Giro d’Italia: crono a Tirana, città di contraddizioni che guarda al futuro

Giro d’Italia: crono a Tirana, città di contraddizioni che guarda al futuro


La capitale albanese ospita la seconda tappa della corsa rosa tra edifici all’avanguardia e palazzi fatiscenti, senza rinnegare nulla del proprio passato

L’edizione 108 del Giro d’Italia prende il via dall’Albania, la seconda tappa si corre tutta a Tirana, la capitale. E come spesso accade in questa competizione itinerante, la corsa diventa l’occasione di conoscere posti non banali, che, di solito, non si trovano nei tradizionali giri turistici.

L’Albania, e la sua capitale in particolare, ha trasformato i cimeli della guerra e le vestigia della dittatura comunista vissuta fino ai primi anni 90, in luoghi di arte, cultura e svago. Dopo un periodo cuscinetto di grande transizione che è durato un paio di decadi, i dirimpettai del Belpaese hanno iniziato una fuga in avanti, per uscire dal pantano di una crisi sociale e politica molto complessa ed iniziare una fase di crescita ed ammodernamento, il cui obiettivo è l’ingresso nell’Unione Europea. Il Paese guidato da Edi Rama ha presentato la domanda di ingresso, e sono stati consegnati alle istituzioni albanesi i requisiti e gli standard che devono essere raggiunti per trasformare i 27 in 28.


I BUNKER

Sono 170 mila i bunker antiatomici disseminati su tutto il territorio albanese. Il dittatore Enver Hoxa era convinto che il suo paese sarebbe stato attaccato con la bomba nucleare e aveva dato ordine di costruire rifugi sotterranei dove poter sopravvivere per alcuni mesi in caso di attacco. Il premier Rama, che è anche pittore, con una grande sensibilità artistica, ha voluto dare un nuovo volto a queste strutture del terrore. Così, i bunker sono stati trasformati in musei che esibiscono installazioni e dipinti di giovani autori, o sezioni che contengono gli mostre dei cimeli del regime, uniformi e divise militari; questa forma d’arte si chiama Bunk’Art e l’esempio più interessante è il Bunker’Art1, un rifugio da 160 stanze, che Hoxa fece costruire per sé i notabili del partito.


LA KAZERMA

Alle porte di Tirana, c’è uno spazio molto vasto, con giardini laghetti, anatre e papere, cigni e pavoni, in mezzo a un bosco. Negli anni del comunismo era una caserma, oggi è un agriturismo a chilometro zero. Qui è possibile mangiare in modo eccellente e genuino all’ interno della struttura dove fino a 35 anni fa dormivano, mangiavano e si esercitavano i militari dell’esercito. Suggestive le grotte che erano utilizzate come rifugi anti aerei, oggi alcune ospitano reperti bellici, divise, e strumentazioni del tempo; altre sono utilizzate per la stagionatura di formaggi e la conservazione di confetture.


LA SEDE DEI SERVIZI

Si affaccia suI piazzale centrale di Tirana, piazza Skanderbeg, il palazzo sede dei servizi segreti. La struttura oggi non è visibile, perché soggetta a lavori di ristrutturazione, però si dice sia molto suggestiva la visita. Il bel palazzo, con un grande affresco sulla facciata frontale, ospita un museo dove è possibile vedere gli strumenti di tortura utilizzati dalla polizia di Stato contro i dissidenti e gli oppositori durante la dittatura.


BLLOKU

Il quartiere dei funzionari della regime, che si chiama Blloku, è diventato il fulcro della movida, piena di bar ristoranti locali e club esclusivi.

Tutta questa area, che corrisponde al centro della città, è piana di posti dove è possibile acquistare cibo da asporto o sedersi per uno snack oppure mangiare in graziosi dehors. È il cuore della vita dei giovani abitanti della capitale.

Ma la particolarità che abbiamo riscontrato girando la città è che ogni pochi metri si affaccia su strada la vetrina di una farmacia… ipocondriaci o molto previdenti?



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