Governo, la Lega presenta la mozione di sfiducia in Senato

 09 agosto 2019

Troppi no fanno male all'Italia, chi perde tempo pensa alla poltrona, dice Salvini

La prima tappa della crisi di governo è la battaglia sul calendario. Matteo Salvini vorrebbe convocare le Camere la prossima settimana, e la Lega ha già presentato al Senato una mozione di sfiducia all’esecutivo, ma è difficile che il premier Conte gliela dia vinta. Ha precisato ieri sera che spetta a lui chiamare i presidenti di Camera e Senato. Lo scontro è quindi sul calendario, le Aule con ogni probabilità non saranno convocate prima del 19, 20 agosto. Il leader leghista ha in mente di andare al voto entro il 20 ottobre, ma non è detto che la sua strada sia priva di ostacoli: e, già in questi giorni, il ministro dell’Interno potrebbe trovarsi a fare i conti con un Parlamento con i battenti chiusi per almeno un’altra decina di giorni. Non solo. C’è anche chi ipotizza un governo di garanzia che porti appunto il Paese alle urne. Tutto è nelle mani del Capo dello Stato Mattarella, che attende la formalizzazione della crisi in Parlamento, per poi far partire l’iter delle consultazioni e dello scioglimento delle Camere. Per Zingaretti Pd Salvini ha fallito e messo in ginocchio l’Italia. Di sicuro i tempi li decideranno i due presidenti di Camera e Senato. Poi la palla passerà nelle mani del presidente della Repubblica, che potrà decidere se affidare un mandato al premier attuale per un Conte bis, ipotesi che appare però solo di scuola.  Oppure se affidare l'incarico a un'altra personalità a capo di un governo - anche senza fiducia, i precedenti ci sono - che porti il Paese alle elezioni per la fine di ottobre con un ministro dell'Interno, responsabile della macchina elettorale, che non sia il leader leghista. E questo è lo scenario più gettonato.​


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