I licenziamenti alla Pam sono più di dieci,i test del carrello sono stati effettuati anche a Roma

I licenziamenti alla Pam sono più di dieci,i test del carrello sono stati effettuati anche a Roma

I licenziamenti alla Pam sono più di dieci,i test del carrello sono stati effettuati anche a Roma Photo Credit: Ansa/ ERIK S. LESSER


i sindacati sul piede di guerra, proposto un tavolo all'azienda, i racconti dei cassieri descrivono tutti i metodi usati per mettere in difficoltà i dipendenti

La strategia del finto cliente è stata applicata a tappeto dal gruppo Pam, dopo i casi in Toscana sono emersi almeno altri dieci casi nei 25 punti vendita a vario marchio di Roma.

Come ti licenzio il personale

È un vero e proprio test studiato a tavolino quello che Pam sta compiendo in numerosi punti vendita e che ha portato al licenziamento di dieci dipendenti negli ultimi tre mesi solo a Roma, oltre che ai tre tra Siena e Livorno degli ultimi giorni Consiste nella cosiddetta “prova del carrello”, un test attitudinale in cui un ispettore mandato dall’azienda finge di essere un cliente e prova a fregare il cassiere: si va dal furto vero e proprio di prodotti allo scambio di etichette per pagare di meno. Il caso ha suscitato grande scalpore e ha fatto imbestialire i sindacati, che per oggi hanno previsto un tavolo condiviso con i dirigenti di Pam Panorama per trovare una soluzione. Ma la mobilitazione è una prospettiva concreta.


Il cibo scaduto le lettere anonime

Se a Livorno e a Siena gli ispettori si limitavano a rubacchiare, nei 25 punti vendita romani le strategie erano ben più complesse. Dalle scatolette di tonno scadute e non controllate, che sono costate il lavoro a un dipendente solo tre giorni fa, a fantomatiche lettere scritte dai clienti. Come Massimiliano, 55 anni e dal 1996 lavoratore dell’azienda: «L’azienda mi ha spiegato che un cliente aveva scritto una lettera di lamentela, ma nessuno me l’ha mai fatta leggere. Non riesco neanche a difendermi senza la lettera», ha raccontato a Repubblica Roma. «Inoltre devo assistere mia madre disabile, ma nonostante questo sono stato trasferito tre volte».

Le pressioni sulle dipendenti: «Licenziata per non aver visto oggetti nascosti»

Ma anche a Roma la strategia dei furterelli e della pressione psicologica sui dipendenti è all’ordine del giorno. Antonella, da 34 anni cassiera per Pam, è stata sottoposta due volte al test del carrello. «A fine luglio un ispettore si è presentato, io sono rimasta tranquilla e ho seguito la normale procedura. Lui conversava con me e spesso si metteva davanti al display per impedirmi la visuale», ha raccontato. «Mi sono accorta subito che c’erano etichette sbagliate, ma mi sono sfuggite due barrette di cioccolato nascoste in un angolo cieco del carrello». Due mesi e mezzo dopo, la seconda visita di un ispettore «Stavolta mi sono agitata, ho controllato bene tutto il carrello e le etichette ma non ho visto il trucco nascosto dentro la scatola da dieci litri di latte e uno nella confezione delle uova. Sono andata nel panico e mi sono sentita male».

La sollevazione dei sindacati

La lettera di diffida mandata dai sindacati all’azienda si basa proprio sul racconto dei dipendenti. «Denunciano un clima interno sempre più teso, segnato da richiami spesso pretestuosi e da una gestione percepita come conflittuale», hanno spiegato i sindacati Filcams Cgil, Fisica Cisl e Uiltucs. «Chiediamo all’azienda di cambiare rotta e avviare un confronto costruttivo per ripristinare condizioni di lavoro dignitose. Un’ausiliaria alla vendita non può fare anche la vigilante».



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