I migliori libri da leggere della settimana, tra “Scrivere lettere d'amore prima di dimenticare come si fa”, “Il Messia di Stoccolma”, “L’uomo marchiato” e “I delitti di Rue Du Luvre”

I migliori libri da leggere della settimana, tra “Scrivere lettere d'amore prima di dimenticare come si fa”, “Il Messia di Stoccolma”, “L’uomo marchiato” e “I delitti di Rue Du Luvre”

I migliori libri da leggere della settimana, tra “Scrivere lettere d'amore prima di dimenticare come si fa”, “Il Messia di Stoccolma”, “L’uomo marchiato” e “I delitti di Rue Du Luvre” Photo Credit: "Scrivere lettere d'amore prima di dimenticare come si fa" di Eley Williams, Neri Pozza


Un fine settimana a base di “indagini”, da quelle metaforiche sul linguaggio a quelle sul proprio passato, passando per quelle letterali di detective che arrivano dall’Inghilterra e dalla Francia

Il fine settimana dei migliori libri da leggere, lo spazio dedicato alla cultura tra le nostre pagine online, è ufficialmente partito. E questo vuol dire, come ogni domenica, che è nuovamente arrivato il momento preferito di chi ama aggirarsi tra gli scaffali delle librerie, pronto ad annusare l’odore di carta che si sprigiona dalle novità che fanno bella mostra di sé da ogni dove.

Ovviamente l’olfatto è solo uno dei sensi a essere stuzzicato, quando si parla di libri. C’è il piacere di sentirne la consistenza al tatto, la soddisfazione di sentire il rumore delle pagine che si strofinano le une alle altre quando le si sfoglia, l’appagamento di scorrere con lo sguardo, di riga in riga, verso il prosieguo della storia. Certo, manca il gusto, ma quello purtroppo dovrà attendere l’ora del pasto per essere appagato.

Ogni fine settimana andiamo a dare uno sguardo alle novità editoriali più interessanti di recente approdo sul mercato, come abbiamo fatto nelle ultime occasioni con “Domanda numero 7”, “Skippy muore”, “Vita tra i selvaggi” e “Le stelle brillano più forte”, o ancora con “L’invenzione del colore”, “Anima”, “L’altro ispettore: vietato pensare” e “La scomparsa di Mercy”. Oggi la nostra rassegna domenicale ci porta a scoprirne di più di:

- "Scrivere lettere d'amore prima di dimenticare come si fa" di Eley Williams (Neri Pozza)

- "Il Messia di Stoccolma" di Cynthia Ozick (La nave di Teseo)

- "L'uomo marchiato" di Robert Galbraith, a.k.a. J.K. Rowling (Salani)

- "I delitti di Rue Du Luvre" di Michaela Watteaux (Nord)


SCRIVERE LETTERE D'AMORE PRIMA DI DIMENTICARE COME SI FA, L’IMPORTANZA DEL LINGUAGGIO E DEL SAPERLO USARE

Apriamo dunque ufficialmente le danze del nostro appuntamento settimanale con i migliori libri da leggere tra quelli freschi di pubblicazione. E lo facciamo questa volta con un titolo potente nella sua delicatezza: d’altronde le opere più grandi non sono quelle che impattano forte (cioè, anche quelle lo sono, a loro modo), ma quelle che sono capaci di scavare dentro per sedimentare e poi procedere al lento rilascio delle emozioni.

Di emozioni è quasi lecito aspettarsene da un volume dal titolo "Scrivere lettere d'amore prima di dimenticare come si fa", libro di Eley Williams pubblicato da Neri Pozza. Poco più di un centinaio di pagine quelle che sono state necessarie alla scrittrice britannica per attecchire con le sue storie. La prima precisazione doverosa relativa al suo lavoro – d’esordio, tra l’altro, datato originariamente 2017 – è proprio sulla natura stessa dell’opera, che consta di una raccolta di storie.

Quelli che troviamo tra le pieghe dei diversi racconti raggruppati nel libro sono personaggi che devono fare i conti con situazioni molto particolari. C’è chi ha perso l’amore o la propria bussola personale che ne guidava il cammino, oppure c’è chi sta cercando di fare ordine. Il filo rosso che ne unisce le vicissitudini è la difficoltà a esprimersi, un’incomunicabilità che non conosce genere e non conosce età ma che accomuna tutti. Tantissime sono le potenzialità messe a nostra disposizione dal linguaggio, ma guai a sottovalutarne allo stesso tempo i limiti.

Quattordici racconti, quattordici storie che, con i piglio giusto, fatto di sensibilità ma anche di una giusta e sana dose di ironia, hanno saputo imporsi all’attenzione del pubblico. Un grande esercizio di stile, condensare quantità e qualità in racconti più o meno brevi, che sono valsi all’autrice alcuni prestigiosi riconoscimenti, come il James Tait Black Memorial Prize (2017) e il Republic of Consciousness Prize (2018).


IL MESSIA DI STOCCOLMA, PERSONAGGI IN CERCA DI SE STESSI

Il fine settimana che stiamo vivendo, con la coda dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026, ci fornisce l’assist ideale per spostarci anche con la nostra rubrica dei migliori libri da leggere del momento verso i paesi scandinavi. Qualcosa che avremmo fatto ugualmente, beninteso, ma farlo con un gancio all’attualità e alla “real life” ha sicuramente un sapore diverso.

Il medagliere olimpico vede l’Italia sul podio per quantità di medaglie complessive conquistate, comunque alle spalle della Norvegia e degli Stati Uniti. Non sarà quella la nostra destinazione, bensì la Svezia, e il perché è già possibile intuirlo dal titolo del secondo volume inserito nella nostra selezione. Si intitola "Il Messia di Stoccolma" il libro di Cynthia Ozick pubblicato da La nave di Teseo che ci pone dinanzi Lars Andemening, un critico letterario sul cui passato aleggia il mistero. C’è solo una certezza, la terra che ne ha dato i natali, vale a dire la Polonia.

Una terra che non ha praticamente vissuto, vista la necessità di fuggire fin da quando era in fasce per sfuggire alla barbarie nazista, che lo ha privato degli affetti e lo ha portato a essere adottato da una famiglia svedese. Trascorsi non semplici, e che di fatto lo fanno sentire quasi autorizzato a riscrivere la propria storia. Dal nome – Lazarus Baruch – fino all’ipotesi di chi potesse essere suo padre, che identifica in Bruno Schulz, scrittore ebreo che fu ucciso dai nazisti prima di consegnare al mondo “Il Messia”, il suo capolavoro.

In una sorta di ossessione personale, il protagonista vive la sua vita attraverso le opere e gli scritti personali di quello che ha individuato come suo padre. Le carte in tavola cambiano drasticamente quando subentra in scena Adela, che si identifica a sua volta come l’unica figlia di Bruno Schulz. E, tra le sue mani, c’è l’ambito manoscritto di cui sopra, che porterà Lars a una resa dei conti con se stesso e anche con quel padre sognato e idolatrato.


L'UOMO MARCHIATO, L’OTTAVO CAPITOLO DELLA SERIE DI CORMORAN STRIKE

Il terzo dei migliori libri da leggere inseriti nella selezione di questa settimana ci porta al cospetto di un nome, quello riportato in copertina e che fa riferimento all’autore della storia, che i più navigati del genere giallo assoceranno a una serie precisa. Si tratta di quella con protagonista Cormoran Strike, investigatore privato ormai ampiamente attivo dal 2013 a oggi, con alle spalle ben sette avventure, destinate a diventare otto con il nuovo libro.

Perché il nome di Robert Galbraith è dunque tanto importante? Perché altro non è che uno pseudonimo dietro cui si cela nientemeno che J.K.Rowling, la “mamma” di Harry Potter, che grazie a Salani torna in Italia con “L’uomo marchiato”. Si tratta dunque dell’ottavo titolo che vede nei panni di protagonista il burbero personaggio nato dalla penna di una scrittrice che ha scelto di mascherare il suo nome per consentire al proprio lavoro di essere giudicato oggettivamente da lettori e lettrici, al netto dei suoi trascorsi “magici”.

Una serie non arriva a raggiungere la considerevole cifra di otto volumi per caso, ed è quindi più che lecito affacciarsi a questo nuovo episodio con curiosità. Tra le pieghe della storia ritroviamo Cormoran Strike, con la consueta gatta da pelare che lo attende dietro l’angolo. La cliente, una donna che vive in una casa fatiscente e isolata nel Kent, vorrebbe che il protagonista indagasse su un cadavere ritrovato misteriosamente nudo e mutilato nel caveau di un negozio di argenti a Covent Garden.

Il mistero è relativo alla sua identità: per quanto la polizia lo abbia identificato, per la donna ci sarebbe stato un errore e, per la precisione, l’uomo sarebbe il fidanzato, scomparso proprio nei giorni del ritrovamento del corpo. Inutile dire che l’indagine è destinata a espandersi a macchia d’olio, alla stregua di una situazione ingarbugliata che porterà Cormoran Strike e la sua socia, Robin Ellacott, a fare i conti con intrighi belli fitti, con false piste pronti a portarli fuori strada e una buona dose di colpi di scena, utili a tenere costantemente alta l’attenzione e la tensione.


I DELITTI DI RUE DU LUVRE, UN GIALLO STORICO A CAVALLO DEI DUE CONFLITTI MONDIALI

Restiamo in nord Europa con l’ultimo dei titoli inseriti nella selezione dei migliori libri da leggere di questa settimana. Per quanto si scenda un po’ di latitudine: dalle ambientazioni britanniche del titolo precedente ci fermiamo all’ombra della Tour Eiffel (più o meno). Cambia il set scelto per le narrazioni ma non la tensione che il racconto promette di offrire ai suoi lettori, che beneficia di un’ambientazione storica tanto esotica quanto suggestiva.

Ne "I delitti di Rue Du Luvre" di Michaela Watteaux, pubblicato da Nord, si torna indietro nel tempo di poco più di un secolo. Siamo a Parigi, nel 1925, un momento storico caratterizzato da un’importante aria di cambiamento, promesso dal progresso che incalza (al netto dei venti di guerra che cominceranno a soffiare, di lì a poco, ndr). Il simbolo del progresso passa dalla Centrale Gutenberg, il più grande centralino telefonico sito in rue du Louvre che ha permesso di accedere al mondo del lavoro a decine di ragazze.

Tutto bellissimo si direbbe, almeno finchè due di loro non vengono ritrovate brutalmente assassinate e sfigurate. A coprirne il volto una maschera tipicamente usata dai soldati il cui volto era stato segnato dalle ferite rimediate negli scontri durante il primo conflitto mondiale. Elementi che indirizzano le indagini verso un personaggio specifico: il custode della Gutenberg, Mangrin, veterano che porta con sé (visibili e invisibili) le ferite subite sul campo di battaglia.

Qualcosa però non quadra per l’ispettore Paul Varenne, che a sua volta ha vissuto in prima persona la brutalità della guerra. Per lui Mangrin altro non è che un capro espiatorio, una vittima sacrificale che va a inserirsi in un quadro ben più ampio di quello che si potrebbe inizialmente sospettare. E, ovviamente, ad attenderlo, Varenne troverà un complotto in grande stile, che lo porterà a rimestare nel torbido nel cuore della società parigina.



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