Il sottosegretario al ministero dello sviluppo economico, Anna Ascani a RTL 102.5: “Tensione nel Pd? È normale quando si fanno le liste con il taglio dei parlamentari"

16 agosto 2022, ore 10:23

Il sottosegretario al ministero dello sviluppo economico, Anna Ascani, è stata ospite questa mattina durante “Non Stop News” con Barbara Sala, Enrico Galletti, Luigi Santarelli e Massimo Lo Nigro

LA TENSIONE NEL PD

Le dirò che è normale perché fare le liste è sempre un esercizio complicato. Nella storia di tutti i partiti questo implica fare delle scelte e in questo caso c’era in ballo il famoso taglio dei parlamentari che ha fatto sì che comporre le liste fosse ancora più complicato. La differenza tra noi e gli altri è che noi abbiamo un meccanismo trasparente di voto in un organismo che viene eletto in un congresso. Siamo stati i primi a fare le liste, abbiamo raccolto dai nostri territori le indicazioni, le abbiamo integrate con il pluralismo interno e ovviamente di far spazio a un po’ di giovani come c’eravamo impegnati a fare mantenendo il principio della parità di genere. Tutte queste cose da tenere insieme sono tutt’altro che semplici, per cui un po’ di tensione è naturale. Noi sappiamo di aver composto un quadro che ci aiuta ad affrontare al meglio questi giorni di campagna elettorale”.
Il futuro politico di Anna Ascani. “Sarò capolista nella mia regione e poi in Toscana con un meccanismo che abbiamo utilizzato per uomini e donne che serve a fare in modo che alcune persone che altrimenti avevano meno chance possano averne di più di elezione. Anche qui comporre le liste è stato molto complesso”.
Dario Stefano ha lasciato il partito. “A me dispiace sempre quando qualcuno se ne va dalla nostra comunità. Ho vissuto tre scissioni e sono nel PD sin dalla sua fondazione quindi ognuna di queste uscite è stata un momento di sofferenza. Chiaro che non condivido le motivazioni del senatore Stefano, credo che il PD abbia dimostrato anche in questi ultimi mesi di essere un partito serio, responsabile e attento alla questione delle riforme. Siamo stati i principali sostenitori del governo Draghi e credo che tanto del lavoro che abbiamo fatto al governo resti al Paese come qualcosa che porterà crescita nonostante chi poi quel governo l’ha voluto cacciare e oggi addirittura ci parla di rinegoziare il PNRR. Mi riferisco naturalmente alla destra di Giorgia Meloni. Credo che la nostra comunità sia qualcosa di prezioso nel Paese, un punto di riferimento e mi dispiace quando qualcuno decide di lasciarla, naturalmente non condivido gli argomenti di Stefano che rispetto, come ovvio”.
Luca Lotti si dice escluso dalle liste elettorali del PD. “Comporre le liste è un esercizio complesso e ci sono tanti incastri da far funzionare. Nel complesso della lista c’è sempre qualcosa che convince meno di altro. Non ho giudizi da dare sulle persone. La lista andava composta e votata, ora dobbiamo metterci tutti a lavoro per vincere le elezioni”.
Se il PD perderà sarà giusto che la minoranza apra la sfida per la segreteria? “Noi non perderemo. Dopodiché queste sono elezioni, non è un congresso del PD. Il PD unito farà tutto ciò che c’è da fare per vincerle. Siamo una sola comunità e in questo momento uniti come non mai per vincere questa partita”.

CALENDA E IL CONFRONTO A QUATTRO

Un confronto richiesto da Calenda con Conte, Letta e Meloni. “Ho visto, vedremo. Il punto è che Calenda conosce questa legge elettorale come la conosciamo tutti. In questa legge elettorale ci si scontra in due grandi poli e l’alternativa sarà tra la nostra proposta solidale, attenta alla giustizia sociale, ai salari dei lavoratori e lavoratrici che con l’inflazione hanno di fatto perso una mensilità che vogliamo restituirgli, attenta ai diritti, alla scuola e la proposta della destra, esattamente il contrario. Sono queste le proposte che si scontrano perché un terzo del parlamento viene eletto dove non c’è lo spareggio tra il secondo e terzo posto, vince chi arriva prima. La gara è tra i due poli che sono più competitivi, quindi noi e la destra. Tutto il resto rischia di distorcere la consapevolezza degli elettori che la vera partita è questa”.

IL TERZO POLO

Si otterranno più voti al centrodestra o al centrosinistra? “Non lo so. Credo che sia stato giusto da parte nostra fare tutti gli sforzi possibili per creare una coalizione il più ampia possibile perché la legge elettorale funziona così. Non so se e dove andranno a pescare, so che da questo momento in avanti la campagna elettorale si gioca su quell’alternativa secca che diceva prima e che il nostro dovere sarà raccontare agli elettori che funziona così e che il 25 settembre la scelta è questa”.

GIORGIA MELONI

Lei è convinta che si possa parlare in questa campagna elettorale, rispetto a Giorgia Meloni, di un pericolo fascismo? “Ho visto il video che Giorgia Meloni ha fatto in tre lingue e mi ha fatto molto sorridere la versione spagnola perché l’ho confrontata con la stessa Giorgia Meloni che parla in spagnolo davanti alla platea di VOX con tutt’altro modo e tutt’altri toni perché lì c’era bisogno di alimentare il fanatismo di quella platea di estrema destra. Il punto non è il pericolo fascismo in sé, il punto è la volontà o meno di questa destra di prendere definitivamente le distanze dalla nostalgia di un passato che tutti dobbiamo unanimemente condannare perché è la nostra costituzione ad essere antifascista. Trovo un po’ ipocrita da un lato fare video di condanna, tra l’altro in tre lingue tranne in italiano, e poi dall’altra parte lasciare nel simbolo quella che è per tutto il mondo nostalgico italiano la fiamma che arde sulla tomba di Mussolini. Perché? Che motivo c’è? Se davvero si vuole prendere le distanze perché lasciare quel simbolo lì? Io credo ci sia un po’ di ipocrisia di fondo e questo tentativo frettoloso di ridarsi una sistemata da parte della destra per essere un po’ più presentabili sia davvero poco credibile appunto perché fino a qualche settimana fa ci ricordiamo tutti quella stessa leader di Fratelli d’Italia rivolgersi a quella platea in Spagna, ma farlo anche in Italia. Sono i toni che Giorgia Meloni ha sempre utilizzato e non siamo stati di certo noi ad accarezzare la destra nostalgica in Italia”.
Ha sbagliato Letta quando ha detto quella frase sull’incipriarsi? “L’ha detto anche lui, ma in una campagna elettorale può succedere che esca una battuta meno felice delle altre. La sostanza resta, basta dire mascherarsi ipocritamente cercando di nascondere la realtà, questo era il senso delle parole del segretario, senso che si è rivelato al momento della presentazione dei simboli rispetto ai quali Giorgia Meloni ha fatto una scelta legittima che rafforza la nostra convinzione di fare un tentativo di fare pulizie in maniera un po’ frettolosa che non ha niente di sostanziale”.
Il PD supererà il partito di Giorgia Meloni? “Lo abbiamo detto e vogliamo vincere queste elezioni. Quando la destra pensa di aver già vinto le elezioni fa un errore molto grave, intanto perché le elezioni si vincono nelle urne e non nei sondaggi. E poi perché sottovaluta l’impatto che la caduta del governo Draghi ha sul Paese. Poi vogliamo vincere le elezioni. Non farò previsioni, non è il mio mestiere, sono convinta che raccoglieremo tanti voti perché la nostra proposta è credibile, seria e che interpreta il cuore della nostra società e spero venga fuori dalle urne”.

FLAT TAX

Il PD parla di patrimoniale. “Il PD parla di progressività delle imposte come è previsto dalla costituzione. Quello che non si dice è che nel nostro Paese è previsto che le tasse siano costruite in maniera progressiva in modo che chi ha di più contribuisca in proporzione a quanto ha. Questo è il principio che ci ispira. Vogliamo tagliare le tasse sul lavoro, continuare il lavoro che stava facendo il governo Draghi su questo. In fondo il secondo decreto aiuti era già un primo intervento su questo. Abbiamo un pacchetto giovani che dice questo: c’è una generazione che dovrà pagare un debito gigantesco e che è quella che ha sofferto di più la pandemia e le crisi economiche che si sono succedute fin qui. Dobbiamo fare in modo di dare loro un lavoro dignitoso, una casa e l’idea è quella di dare un contributo ai giovani attraverso un contributo di solidarietà che viene dai ricchissimi di questo Paese, quindi non dai medio ricchi, ma dai ricchissimi di questo Paese. Poi il programma su questo tema delle tasse contiene in realtà tanti altri stimoli che riguardano le imprese, il lavoro”.


Il sottosegretario al ministero dello sviluppo economico, Anna Ascani a RTL 102.5: “Tensione nel Pd? È normale quando si fanno le liste con il taglio dei parlamentari"
Anna Ascani: sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo Economico del Partito Democratico
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