L'arte ecosostenibile, a Roma prima mostra a consumo zero

16 maggio 2019, ore 09:00

A inventarla è Geo Florenti e prevede lampadine e celle fotovoltaiche per illuminare opere

L'arte salva il mondo non solo attraverso la bellezza ma anche sperimentando soluzioni reali per rispettare il pianeta ed evitare gli sprechi. Prende forma a Roma la prima mostra a consumo zero, dove le opere e lo spazio espositivo vengono illuminati grazie a celle fotovoltaiche che riciclano l'energia generata da lampadine. A inventarla è Geo Florenti, 42 anni, transilvano di Sibius ma in Italia dal 1991, che ha riunito nel Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana le opere di 12 di artisti contemporanei italiani di spicco, "brillanti" di luce propria senza attingerla da fonti esterne. L'esposizione "Illuminati", a cura di Giancarlo Carpi, da oggi, 16 maggio, al 17 giugno, segna una svolta nel modo di pensare l'allestimento di uno spazio espositivo e di concepire la stessa opera d'arte. "Qui - osserva Carpi - il sistema di illuminazione rivendica una centralità nella percezione dei lavori. Poiché unifica le opere non ne ostacola l'autonomia". Un generatore composto da celle di silicio, appunto. La rivoluzione escogitata dal giovane artista parte da qui e da una lampadina. L'idea di base è riciclare la luce emessa da fonti di luce: si posizionano le celle nei pressi di lampadine led a filamento 10w che, per effetto fotovoltaico, generano altra energia, impegnata subito e senza aiuto di accumulatori, in altra re-Illuminazione. Dal generatore parte un cavo che porta la luce alle 12 opere. "Invece di un'opera d'arte tradizionale - dice Florenti - creo energia che trasformo in luce. Ho messo a punto una tecnologia riducendo al minimo le materie utilizzate. Il costo è praticamente nullo". Di fatto l'opera diventa a quattro mani, dell' artista che la realizza e dell'artista che la illumina deve contestualizzarla dandole un design.
L'arte ecosostenibile, a Roma prima mostra a consumo zero

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