L’odissea moderna dei giocatori dello Wuhan Zall, tornati a casa dopo tre mesi in giro per il mondo

20 aprile 2020, ore 15:00

Cori e striscioni alla stazione della città, i tifosi con le mascherine hanno festeggiato il rientro della squadra, che dopodomani riprenderà gli allenamenti

E’ stata una vera Odissea moderna. I protagonisti sono i giocatori dello Wuhan Zall, la squadra di calcio della città cinese da dove è partita la pandemia. Adesso il loro peregrinare in giro per il mondo è finito e dopo tre mesi abbondanti hanno potuto tornare a casa e riabbracciare le loro famiglie, che nel frattempo erano rimaste bloccate nella regione dell’Hubei.

In fuga dal virus 

Tutto è cominciato a metà gennaio. Con il dilagare del Covid-19, prima che scattassero le limitazioni agli spostamenti, i dirigenti della società hanno deciso di trasferire la squadra a Malaga, nel sud della Spagna, per effettuare la preparazione lontano dal virus. La popolazione locale non ha certo accolto a braccia aperte la squadra cinese, nel timore che calciatori e staff potessero essere infetti. “I miei ragazzi non sono untori” aveva dichiarato l’allenatore Josè Gonzales, che peraltro è spagnolo, e che per qualche settimana in Andalucia ha cercato di tenere alta la condizione fisica e psicologica dei suoi; a un certo punto però i contagi hanno iniziato a dilagare anche in Europa e anche in Spagna.

Dalla Spagna alla Germania

Quindi il gruppo ha scelto di tornare in patria, dove nel frattempo il picco dell’emergenza sembrava essere superato. Ma le limitazioni ai voli verso la Cina hanno reso impossibile un immediato trasferimento. Il Wuhan Zall è dunque rimasto bloccato per qualche giorno in Germania. Poi, dopo svariati tentativi, la squadra è riuscita ad imbarcarsi su uno dei pochi voli operativi, da Francoforte a Shenzen. Appena sbarcati in territorio cinese, tutti sono stati messi in quarantena per tre settimane. Terminato questo isolamento, il gruppo è stata spostato a Foshan, dove ha ripreso gli allenamenti in attesa che a Wuhan venissero tolti i sigilli.


L’odissea moderna dei giocatori dello Wuhan Zall, tornati a casa dopo tre mesi in giro per il mondo

Finalmente a casa

Ieri, dopo 104 giorni, la squadra è tornata nella sua città. Sono arrivati da Guangzhou, a bordo di un treno superveloce e alla stazione cittadina sono stati accolti dai tifosi in festa, come di solito accade quando si è reduci da una bella vittoria in trasferta. Anche i supporters hanno tanta voglia di una vita normale, dopo tre mesi di reclusione e paura. Quindi si sono organizzati, hanno portato fiori, hanno preparato ed esposto striscioni e naturalmente hanno intonato cori e canti in onore della squadra. Tutti in stazione indossavano la mascherina, anche se proprio ieri nella regione dell’Hubei non si sono registrati nuovi contagi. Il club ha scritto trionfale: “Dopo più di tre mesi a girovagare per il mondo, il finalmente il gruppo del Wuhan Zall ha rimesso piede nella sua città”.

Poco tempo per rilassarsi

Come detto, giocatori e staff tecnico per tutto questo tempo sono stati lontani dalle loro famiglie, peraltro con l’angoscia di saperli nell’epicentro della pandemia. Ma c’è poco tempo per godersi il ritorno. Per dopodomani è infatti programmata la ripresa degli allenamenti nel centro sportivo della squadra. Per ora non c’è una data per la partenza del campionato cinese, ma la sensazione è che non manchi molto. E questi Ulisse del tempo moderno non vogliono farsi trovare impreparati. Il Wuhan Zall milita nella Chinese Superleague, la serie A cinese e nell’ultimo campionato si era piazzato in sesta posizione.


Tags: Calcio, Chinese Superleague, coronavirus, Hubei, pandemia, Wuhan, Wuhan Zall

Share this story: