Omicidio Cecchettin, Filippo Turetta, reo confesso, condannato all'ergastolo, oltre 600.000 euro di risarcimento

Omicidio Cecchettin, Filippo Turetta, reo confesso, condannato all'ergastolo, oltre 600.000 euro di risarcimento

Omicidio Cecchettin, Filippo Turetta, reo confesso, condannato all'ergastolo, oltre 600.000 euro di risarcimento Photo Credit: AGENZIA FOTOGRAMMA,IT


75 coltellate per il femminicidio avvenuto l'11 novembre del 2023, Filippo Turetta fuggì in Germania, preso confessò il delitto il primo dicembre

 Il giorno della sentenza per Filippo Turetta accusato di aver ucciso, con 75 coltellate, l'ex fidanzata Giulia Cecchettin, è arrivato. Il verdetto della corte d’assise di Venezia è di ergastolo.Il collegio ha escluso le aggravanti della crudeltà e del reato di minacce, previsto dall'articolo 612 bis del codice penale, unificati dal vincolo della continuazione.
 Oltre alle interdizioni di legge, è stato disposto un risarcimento alle parti civili con il pagamento di una provvisionale di 500mila a Gino Cecchettin, 100mila ciascuno ai fratelli Elena e Davide, 30mila ciascuno alla nonna Carla Gattoe allo zio Alessio, oltre alle spese di costituzione legale. Le motivazioni verranno depositate entro 90 giorni.
Turetta è reo confesso, tutto il lavoro della corte è stato teso a determinare la pena. Nel rapporto altalenante tra i due , iniziato nel gennaio 2022 e chiuso a fine luglio 2023, l'interesse si era trasformato in ossessione. Giulia Cecchettin ''già ad ottobre del 2022 dichiara di avere paura, lo ribadisce a ottobre 2023 in un messaggio: 'mi spaventi, tu ti comporti come uno psicopatico, inizi a farmi paura'". Turetta che "aveva tutte le possibilità e gli strumenti culturali per scegliere" decide di uccidere. La morte di Giulia Cecchettin è diventata un punto di svolta nella percezione civile e culturale e nella lotta ai femminicidi. Una vicenda e un'indagine che hanno coinvolto come poche altre la vita e la coscienza nazionale.
     

La preparazione  del delitto

Almeno quattro giorni prima dell'omicidio fa l’elenco di ciò che gli serve: coltelli, nastro per legarla e impedirle di urlare, cartine stradali per la fuga, contanti per evitare di essere rintracciato, sacchi neri. Di fronte all'ennesimo rifiuto di tornare insieme, decide di agire. A Vigonovo (Padova), in un parcheggio a 150 metri da casa Cecchettin, impugna un coltello e inizia a colpire. Costringe l'ex fidanzata a salire in auto dove infierisce ancora, e quando nella zona industriale di Fossò (Venezia) scappa, la raggiunge e la finisce con un altro coltello. La carica in auto e la abbandona a cento chilometri da casa, vicino al lago di Barcis. La copre per celare l'orrore delle coltellate, di cui 25 da difesa a testimoniare che Giulia ha lottato a lungo. La fuga in auto finisce una settimana dopo in Germania. Ad attenderlo in Italia c'è il carcere di Verona dove confessa il primo dicembre 2023, poi c'è il processo.

 

Ergastolo o no

Il giudice togato Stefano Manduzio che presiede la corte per la morte di Giulia Checchettin,aveva già preannunciato che prima delle 15 non ci sarebbe stata la sentenza, previsione poi allungata a non prima delle 16. Nella sua requisitoria il pm Andrea Petroni ha chiesto l'ergastolo per Filippo Turetta, mentre la difesa, rappresentata dagli avvocati Giovanni Caruso e Monica Cornaviera, ha chiesto di escludere le aggravanti (premeditazione, crudeltà e atti persecutori), di tener conto della giovane età e dall'assenza di precedenti e di non condannarlo al fine pena mai.



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