Napoli:per la morte del piccolo Domenico ci sarebbero stati anche dei falsi nella cartella clinica

Napoli:per la  morte del piccolo Domenico ci sarebbero stati anche dei falsi nella cartella clinica

Napoli:per la morte del piccolo Domenico ci sarebbero stati anche dei falsi nella cartella clinica Photo Credit: Ansa/ CESARE ABBATE


La procura di Napoli contesta a due medici del Monaldi, già indagati per omicidio colposo in concorso, il reato di falso, sono Oppido e Tirabassi

Nuovi fatti emergono nella struggente vicenda della scomparsa di Domenico Caliendo. La procura di Napoli contesta a due dei sette medici già indagati il reato di falso.Avrebbero modificato la cartella clinica del bimbo morto in seguito al trapianto di cuore. Si tratta del cardiochirurgo Guido Oppido, il medico che ha eseguito il trapianto, e della seconda operatrice Emma Bergonzoni: per entrambi è stata chiesta al Gip una misura interdittiva e, secondo quanto si è appreso, verranno ascoltati a fine mese. Secondo gli inquirenti (pm Giuseppe Tittaferrante, procuratore aggiunto Antonio Ricci) sarebbero emerse in particolare modifiche agli orari di arrivo del cuore da Bolzano a Napoli. Ai due medici viene già contestato il reato di omicidio colposo in concorso.




La direttrice generale si sente tradita

Anna Iervolino, direttrice generale dell’Azienda dei Colli, tornando sulla vicenda del piccolo Domenico, ha puntato il dito, in varie occasioni, contro il primario di cardiochirurgia Guido Oppido, parlando apertamente di “tradimento”. Il caso,avvenuto all’Ospedale Monaldi ruota attorno al trapianto effettuato il 23 dicembre. Già pochi giorni dopo, però, emergono le prime anomalie.“I sospetti iniziarono il 29 dicembre racconta Iervolino in più di un’intervista a  quotidiani, quando appresi delle dimissioni del dottor Giuseppe Limongelli, responsabile della parte cardiologica del trapianto. Qualcosa non tornava”. Da quel momento parte una richiesta di chiarimenti formali. Il 30 dicembre viene convocata una riunione urgente, seguita il giorno successivo dalla richiesta di una relazione dettagliata al primario Oppido e al medico che aveva eseguito l’espianto a Bolzano. Il documento, protocollato l’8 gennaio, contiene un elemento chiave: per la prima volta si parla esplicitamente di “cuore congelato” e non più di un generico problema legato al ghiaccio. È proprio su questo punto che la manager insiste, parlando di una grave mancanza sul piano etico e professionale. Nei giorni scorsi un sit - in di  trapiantati, e loro parenti,  a favore di Oppido si è svolto all’ingresso del Monaldi. Una manifestazione che è stata accolta come strumentale, e criticata dall’opinione pubblica. Iervolino evidenzia di aver informato la Regione di tutto quanto stava accadendo non appena le fu comunicato. "Ho detto ciò che sapevo, non devo dimettermi", ribadisce la manager confermando la sua piena collaborazione con chi indaga. Il Presidente della Regione Fico ha disposto una ispezione straordinaria e detto stop ai trapianti.



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